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SVIZZERA

Cassis e Parmelin pronti a tagliare fino a 100 milioni di franchi

La scure si abbatterebbe sulla cooperazione internazionale: 102 i posti di lavoro a rischio
Cassis e Parmelin pronti a tagliare fino a 100 milioni di franchi
20min/Marco Zangger
Fonte Tages-Anzeiger
Cassis e Parmelin pronti a tagliare fino a 100 milioni di franchi
La scure si abbatterebbe sulla cooperazione internazionale: 102 i posti di lavoro a rischio

BERNA - Ignazio Cassis e Guy Parmelin sono pronti a risparmiare. Lo dice un documento entrato in possesso della redazione del Tages-Anzeiger da cui emerge che siano intenzionati a ridurre il proprio impegno nella cooperazione internazionale, con tagli per circa 100 milioni di franchi a partire dal 2029, nonostante il Parlamento abbia già deciso tagli per 482 milioni di franchi fino al 2028.

Il piano prevede il ritiro completo della Svizzera da sei Paesi – Colombia, Perù, Venezuela, Sudafrica, Ghana e Azerbaigian – entro due anni e mezzo. La decisione segnerebbe anche l’uscita definitiva dall’America Latina e comporterebbe la soppressione di 102 posti di lavoro, principalmente tra il personale locale impiegato all’estero.

Crescente pressione sulle finanze federali
Tra le motivazioni indicate figurano la crescente pressione sulle finanze federali dovuta all’aumento delle spese per la difesa e la necessità di rendere più evidente l’utilità concreta della cooperazione allo sviluppo. Il documento sottolinea inoltre che i programmi futuri dovrebbero essere maggiormente orientati alla prevenzione della migrazione.

Una parte delle risorse ancora disponibili verrebbe trasferita dalla cooperazione a lungo termine agli aiuti umanitari d’emergenza. La quota destinata agli interventi umanitari passerebbe infatti dal 26 al 40 per cento del budget complessivo. Secondo Cassis e Parmelin, questa scelta risponde alla crescente necessità di finanziare operazioni di soccorso e al maggiore sostegno politico di cui gode l’aiuto umanitario.

La proposta arriva in un contesto in cui la Svizzera ha già destinato 1,5 miliardi di franchi all’Ucraina attraverso fondi della cooperazione internazionale, una scelta che aveva comportato la riduzione di programmi in altri Paesi e suscitato critiche, soprattutto per i tagli nell’Africa subsahariana.

Risparmi che suscitano reazioni contrastanti
I nuovi risparmi vengono giustificati anche dai risultati di uno studio commissionato dalla Confederazione. L’analisi, realizzata dalla società DS Advisory, non ha però riscontrato le duplicazioni tra la Direzione dello sviluppo e la Segreteria di Stato dell’economia che erano state ipotizzate da un gruppo di esperti due anni fa. Nonostante ciò, il rapporto raccomanda diverse misure di contenimento dei costi.

Le proposte hanno già suscitato reazioni contrastanti. Felix Gutzwiller, ex presidente della Commissione consultiva per la cooperazione internazionale e membro della direzione di Helvetas, considera comprensibile il progressivo disimpegno dal Sudamerica, dove restano attive numerose organizzazioni private. Più critico invece sull’abbandono di Ghana e Sudafrica, Paesi che continuano ad affrontare importanti sfide sociali ed economiche.

Secondo Gutzwiller, in un contesto geopolitico instabile la Svizzera dovrebbe rafforzare, e non ridurre, il proprio contributo alla stabilità e alla sicurezza internazionale. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato che il Consiglio federale discuterà la strategia di cooperazione internazionale per il periodo 2029-2032 prima della pausa estiva e prenderà le prime decisioni nei prossimi giorni.

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