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SVIZZERA

Licenze edilizie per moschee: «Più controlli e trasparenza»

Una mozione di Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di «intervenire affinché le autorità comunali possano valutare in modo più approfondito eventuali rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico».
Licenze edilizie per moschee: «Più controlli e trasparenza»
Foto Deposit
Fonte Lorenzo Quadri - Lega dei Ticinesi
Licenze edilizie per moschee: «Più controlli e trasparenza»
Una mozione di Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di «intervenire affinché le autorità comunali possano valutare in modo più approfondito eventuali rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico».

Una mozione di Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, chiede di rafforzare le basi legali federali per garantire ai Comuni informazioni più complete prima del rilascio di licenze edilizie per moschee e sale di preghiera islamiche. L’atto parlamentare incarica il Consiglio federale di intervenire affinché le autorità comunali possano valutare in modo più approfondito eventuali rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico.

In particolare, la proposta prevede che i Comuni siano informati preventivamente sull’identità e l’affidabilità dei promotori dei progetti, sull’origine dei finanziamenti – soprattutto se provenienti da Stati od organizzazioni estere – e su eventuali collegamenti con ambienti estremisti o legati alla diffusione dell’islam politico. Si chiede inoltre che le autorità comunali possano accedere a elementi rilevanti per la sicurezza interna già in possesso delle autorità federali competenti.

Secondo la motivazione della mozione, in Svizzera si contano tra 250 e 260 moschee e sale di preghiera islamiche, mentre diversi nuovi progetti sono in corso, tra cui uno a Pregassona. Attualmente, i Comuni rilasciano le licenze edilizie verificando principalmente il rispetto delle norme edilizie e pianificatorie, senza disporre di informazioni dettagliate sui promotori o sulla provenienza dei finanziamenti.

Il testo sottolinea come la questione non sia puramente teorica, citando il caso dell’attentato di Winterthur: il suo autore si era radicalizzato nella moschea An’Nur, successivamente chiusa per la diffusione di contenuti legati alla jihad. Viene inoltre richiamato il ruolo di alcuni Stati esteri, come Qatar, Arabia Saudita e Turchia, e di organizzazioni quali i Fratelli Musulmani, nel finanziamento di moschee in Europa.

Con questa iniziativa si intende permettere alle autorità comunali di decidere «con piena cognizione di causa», disponendo di tutte le informazioni necessarie per valutare i progetti sottoposti alla loro approvazione.

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