Dieci ore di dibattito e nessuna scelta: il nucleare torna sul tavolo del governo

Il Consiglio nazionale rimanda la decisione al governo, che ora dovrà formulare una nuova proposta sulla regolamentazione e il finanziamento delle centrali.
BERNA - Dopo oltre dieci ore di discussioni sul ritorno dell'energia nucleare - iniziate già una settimana fa - il Consiglio nazionale ha deciso di non decidere: con 100 voti a 97 e 2 astenuti ha rispedito il dossier al Consiglio federale. Se domani gli Stati daranno il loro benestare, l'esecutivo dovrà formulare una nuova proposta che regolamenti anche il finanziamento della costruzione di centrali nucleari.
La Camera del popolo era chiamata a pronunciarsi sul controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)". Entrambi i testi prevedono la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari. Il tema resta molto controverso.
Al voto la sinistra ha approvato la proposta di rinvio, sostenuta da una maggioranza di deputati del Centro. L'UDC, il PLR e cinque centristi avrebbero invece preferito discutere subito il controprogetto, che aprirebbe un nuovo capitolo per il nucleare, posizione condivisa anche dal consigliere federale Albert Rösti.
Durante il dibattito, diversi parlamentari hanno sottolineato che la costruzione di una nuova centrale richiederebbe con ogni probabilità sussidi pubblici, un rischio che andrebbe chiarito meglio prima di procedere «alla cieca», ha affermato Priska Wismer-Felder (Centro/LU).
Secondo Benjamin Roduit (Centro/VS), è giusto riaprire al nucleare, considerato potenzialmente una fonte pulita e sicura, ma senza concedere «assegni in bianco» che potrebbero penalizzare le energie rinnovabili. Yvonne Bürgin (Centro/ZH) ha stimato il costo di un nuovo reattore in circa 13 miliardi di franchi.




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