Latte per neonati, i controlli devono essere rafforzati

«Nessun genitore dovrebbe chiedersi se sta avvelenando il proprio bambino quando lo allatta», ha dichiarato l'autrice della mozione approvata oggi dagli Stati
BERNA - La Svizzera non può rimanere passiva di fronte allo scandalo del latte per neonati contaminato col cereulide, una tossina capace di causare vomito, nausea e anche la morte. Una mozione approvata oggi dal Consiglio degli Stati chiede di rafforzare i meccanismi di sicurezza alimentare e di migliorare la trasparenza in caso di crisi.
Alla fine del 2025, il latte contaminato era stato distribuito in numerosi paesi, tra cui la Svizzera. La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione internazionale, ha ricordato l'autrice della mozione Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU). In Svizzera, tuttavia, i primi richiami di prodotti sono iniziati solo all'inizio di gennaio 2026, diverse settimane dopo la scoperta della contaminazione, ha deplorato la socialista.
«Nessun genitore dovrebbe chiedersi se sta avvelenando il proprio bambino quando lo allatta», ha argomentato la "senatrice" giurassiana, secondo cui, alla luce dei rischi corsi da una parte della popolazione particolarmente vulnerabile, bisogna chiedersi cosa non abbia funzionato da noi.
Crevosier Crelier ha denunciato il lasso di tempo trascorso tra l'individuazione del rischio e l'effettivo ritiro dei prodotti dagli scaffali, nonché una comunicazione pubblica definita «minimalista».
Stando alla giurassiana, il Consiglio federale deve verificare se siano state rispettate le disposizioni che regolano la tutela della salute, la tracciabilità, il dovere di assistenza e l'obbligo di informazione delle imprese. Se necessario, devono essere adottate misure per garantire la sicurezza alimentare e sanitaria, nonché adoperarsi per un'informazione completa e immediata delle autorità competenti e del pubblico.
Il Consiglio federale era d'accordo con la mozione che offre, a suo avviso, la possibilità di riesaminare in modo mirato gli strumenti esistenti in materia di sicurezza alimentare e, se necessario, di rafforzarli. Sul dossier dovrà ancora esprimersi il Consiglio nazionale.



