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SVIZZERA

Caro affitti, no a un maggiore controllo delle pigioni

Il Consiglio nazionale ha respinto quattro gli atti parlamentari del PS.
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Fonte ATS
Caro affitti, no a un maggiore controllo delle pigioni
Il Consiglio nazionale ha respinto quattro gli atti parlamentari del PS.

BERNA - Il Consiglio nazionale ha svolto oggi una nuova sessione straordinaria consacrata al tema degli affitti. Il PS si è battuto per un maggiore controllo delle locazioni, con l'intento di tutelare meglio gli interessi degli inquilini, ma senza esito.

Una delle mozioni trattate in aula, presentata dal gruppo socialista, domandava di modificare il diritto in materia in modo da sottoporre automaticamente le pigioni a una verifica periodica, così da combatterne l'esplosione. "Chiediamo solo di rispettare le leggi, è il minimo", ha motivato Samuel Bendahan (PS/VD), secondo cui, malgrado esistano molti proprietari corretti, la quota di grandi gruppi immobiliari che cercano solo di fare utili è aumentata.

Le statistiche dimostrano che gli affitti salgono indipendentemente dal tasso di abitazioni vuote e quindi non c'è correlazione fra offerta e domanda, ha spiegato il vodese. Per Bendahan, dunque, la conclusione che si può tirare è che la causa dell'impennata dei prezzi è la speculazione immobiliare.

Una tesi confutata dai partiti borghesi, con in particolare l'UDC che ha puntato invece il dito contro l'immigrazione e la crescita della popolazione residente in Svizzera. Al voto, il no ha prevalso per 120 voti a 61. Da ricordare che un atto simile era stato respinto anche dal Consiglio degli Stati durante la prima settimana di sessione.

Niente da fare anche per una seconda mozione, depositata da Franziska Ryser (Verdi/SG), che voleva ottenere "basi giuridiche chiare" e criteri uniformi sul problema delle temperature eccessive negli alloggi. Stando all'ecologista, attualmente la situazione legale è incerta sia per gli inquilini sia per i locatori. E questo, in tempi in cui il riscaldamento climatico influisce sempre più sulla qualità abitativa, con il caldo che si fa sentire soprattutto d'estate nei nuclei comunali e nei centri urbani densamente popolati.

Altri due interventi parlamentari si concentravano sulla accelerazione delle procedure. Una mozione di Simone Gianini (PLR/TI) voleva introdurre l'obbligo di svolgere un tentativo di conciliazione, a cui presenziare di persona, fra le parti in caso di contenziosi. L'obiettivo, ha affermato il deputato liberale-radicale, è evitare "lunghe battaglie fra ricorsi e controricorsi", costringendo gli interessati a "metterci la faccia".

La mozione è stata però bocciata, mentre miglior sorte ha avuto un postulato (passato per 102 voti a 83) di Matthias Samuel Jauslin (Verdi liberali/AG) che incarica il governo di illustrare quali strumenti possono accelerare le procedure di pianificazione e di autorizzazione edilizia nella costruzione di abitazioni. "Solo iter snelli incoraggiano gli investimenti", ha dichiarato l'argoviese.

Il Consiglio federale era dal canto suo contrario a tutti e quattro gli atti parlamentari discussi. "Il diritto di locazione presenta varie lacune: abbiamo provato di tutto negli anni - tavole rotonde, quadrate e rettangolari - ma i problemi restano", ha comunque riconosciuto con un pizzico di amara ironia il ministro dell'economia Guy Parmelin, spiegando che i motivi della penuria di affitti e delle pigioni alte sono molteplici.

Incalzato da svariati consiglieri nazionali di sinistra, critici verso l'esecutivo per il suo presunto immobilismo, il vodese ne ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. "Vorrei vedere da voi più apertura al compromesso", ha infatti detto Parmelin rivolgendosi al plenum nel suo insieme, avvisando che "non andremo da nessuna parte se ognuno resta sulle proprie posizioni".

Da notare che un quinto atto previsto nel programma, una mozione UDC per inasprire la legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, la cosiddetta "Lex Koller", è stata rinviata in commissione per un esame più approfondito a seguito di una mozione d'ordine socialista.

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