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SVIZZERA

Indicare la nazionalità di chi commette reati: sì anche dagli Stati

La decisione odierna sconfessa la raccomandazione della commissione preparatoria. Chiesa: non si stigmatizza nessuno, è attenersi ai fatti
Depositphotos (ArturVerkhovetskiy)
Immagine di archivio.
Fonte Ats
Indicare la nazionalità di chi commette reati: sì anche dagli Stati
La decisione odierna sconfessa la raccomandazione della commissione preparatoria. Chiesa: non si stigmatizza nessuno, è attenersi ai fatti

BERNA - Nei comunicati di polizia, l’informazione deve includere età, sesso e nazionalità degli autori dei reati, degli indiziati e delle vittime, salvo che vi si oppongano motivi di protezione della personalità o che tali dati consentano di identificare persone. È quanto si prefigge un'iniziativa parlamentare, già accolta dal Nazionale, approvata oggi anche dal Consiglio degli Stati per 23 voti a 16 e una astensione.

La decisione odierna sconfessa la raccomandazione della commissione preparatoria - raccomandazione approvata tuttavia con un solo voto di scarto - che invitata il plenum a respingere l'iniziativa inoltrata da Bernjamin Fischer (UDC/ZH). Per la commissione, ha affermato Daniel Jositsch (PS/ZH), non è opportuno imporre alle autorità di perseguimento penale quali dati dei sospettati debbano comunicare. Già oggi, il 50% dei cantoni lo fa, senza che sussista alcun obbligo, mentre altri Cantoni decidono caso per caso.

Ma stando al "senatore" Marco Chiesa (UDC/TI), esiste un interesse pubblico a che la popolazione sia informata in modo veritiero, esauriente e trasparente sulla sicurezza pubblica, specie alla luce soprattutto delle ampie possibilità di partecipazione offerte dalla democrazia diretta. Questo vuol dire, secondo il ticinese, anche indicare l’età, il sesso e la nazionalità degli autori dei reati, di modo che i cittadini possano farsi un’idea dei fatti.

Per l'esponente democentrista, non si tratta di stigmatizzare chicchessia, bensì di attenersi ai fatti. L'opacità attuale e l'opportunismo politico non fanno che minare la fiducia della popolazione nelle istituzioni. La trasparenza invece rafforza il dibattito pubblico: per questo l'informazione deve essere completa.

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