Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
3 min
Berna autorizza una manifestazione contro il certificato Covid
I promotori si sono impegnati a rispettare un piano di sicurezza. E sconsigliano di prendere parte a proteste abusive
SVIZZERA
12 min
I ghiacciai perdono ancora terreno, nonostante la neve e l'estate fresca
Nel 2021 hanno perso l'1% del loro volume, come rilevato dall'Accademia svizzera di scienze naturali
SVIZZERA
1 ora
Boom dei camping TCS, anche in Ticino
Nonostante il tempo poco favorevole e il Coronavirus l'affluenza è aumentata del 30% rispetto al 2020.
SVIZZERA
1 ora
Altre cinque aziende si impegnano per il clima
PostFinance, Autopostale, SSR, Flughafen Zürich e RUAG hanno aderito all'iniziativa energia e clima esemplare
SVIZZERA
3 ore
La paura del black-out riaccende il dibattito sul nucleare
L'esperto: «L'approvvigionamento elettrico deve avere la massima priorità». E le fonti rinnovabili non bastano
SVIZZERA
3 ore
La terza dose è sempre più vicina
Swissmedic dovrebbe approvarla entro la fine di ottobre. Rudolf Hauri: «Meglio non aspettare troppo».
FOTO
SAN GALLO
13 ore
«Uccidere la propria figlia, come si può arrivare a questo?»
È un quartiere sotto choc quello che questo pomeriggio ha appreso del delitto compiuto da un padre di 54 anni.
VAUD / FRANCIA
13 ore
Uccise una prostituta, ora ha deciso di ricorrere
L'uomo era stato condannato a 30 anni di prigione per il brutale omicidio di una giovane rumena a Sullens.
SAN GALLO
18 ore
Anche il sito del Canton San Gallo nel mirino degli hacker
La pagina è stata temporaneamente inaccessibile oggi a causa di un attacco di tipo DDoS.
SVIZZERA
19 ore
Epidemia di femminicidi in Svizzera: «I numeri parlano da soli»
I casi registrati nel 2021 sono ormai saliti a 23, in crescita significativa rispetto allo scorso anno.
SVIZZERA
19 ore
Migranti maltrattati: «Siamo intervenuti»
Sospesi 14 addetti alla sicurezza dei centri per richiedenti asilo. Ma per la Sem «sono casi circoscritti»
LUCERNA
20 ore
La navigazione sul Lago dei Quattro Cantoni fatica a riprendersi
L'estate 2021 si è chiusa con un +30% rispetto al 2020. Ma risulta ancora in flessione nel confronto con il pre-crisi
SVIZZERA
16.09.2021 - 11:490

«Netflix investa nei film svizzeri»

Secondo il Nazionale le piattaforme di streaming devono investire il 4% del loro reddito finanziando film elvetici.

Il progetto, promosso anche dagli Stati, è stato pensato dal Consiglio federale per proteggere il settore e rafforzare l'industria cinematografica rossocrociata.

BERNA - Le piattaforme di streaming, come Netflix o Disney, devono investire il 4% del loro reddito lordo generato in Svizzera nella produzione di film elvetici indipendenti. Il Consiglio nazionale si è allineato oggi agli Stati nell'ambito della revisione della legge sul cinema.

Il progetto è stato voluto dal Governo per proteggere il settore. L'obbligo dovrebbe contribuire a creare condizioni analoghe per i fornitori svizzeri ed esteri e, dall'altro, a rafforzare l'industria cinematografica elvetica in modo duraturo, ha spiegato Matthias Aebischer (PS/BE) a nome della commissione.

Una minoranza di destra - formata dall'UDC e da parte del PLR - era contraria. Se il cinema svizzero fosse così creativo come le sovvenzioni non dovremmo occuparci di questo tema, ha affermato ironico Peter Keller (UDC/NW), aggiungendo che «questo cinema svizzero indipendente è dipendente dalle sovvenzioni statali». Alla fine a pagare saranno i cittadini con il canone e gli abbonati, ha sostenuto.

La Svizzera farebbe bene ad avere un buon rapporto con queste piattaforme, senza punirle ma collaborando con loro, ha da parte sua rilevato Christian Wasserfallen (PLR/BE). Il cinema svizzero riceve 150 milioni di franchi all'anno, ha poi ricordato. «Quali film o serie svizzere avete visto negli ultimi anni? Ebbene, questi 150 milioni bastano».

«Perché non dobbiamo preoccuparci di più della nostra industria cinematografica indigena e della nostra creazione?», si è invece chiesta Lilian Studer (Centro/AG). Questo tipo di tasse esistono in tutti i paesi vicini. Basti pensare che in Francia sono al 26%, mentre in Italia al 20%, e gli abbonamenti a Netflix sono più bassi che da noi, ha fatto notare Isabelle Chevalley (PVL/VD).

Oltretutto, ha aggiunto Fabien Fivaz (Verdi/NE), investire non significa tassare, le aziende sono libere di scegliere su quale progetto puntare. Per Sandra Locher Benguerel (PS/GR) si tratta di operare ad armi pari, fra emittenti svizzere ed estere. Oggi le piattaforme guadagnano milioni che esportano fuori dai nostri confini, ha ricordato, aggiungendo che «con i film svizzeri voliamo trasmettere i valori e la cultura del nostro paese».

Anche il consigliere federale Alain Berset ha parlato dei Paesi vicini, che dispongono di norme analoghe con obblighi d'investimento molto più elevati. «È importante non avere uno scarto troppo grande con l'estero», ha ammonito.

La proposta di Wasserfallen di non introdurre nessun obbligo d'investimento è stata bocciata con 121 voti a 65 e 5 astensioni. Una richiesta di ridurre il contributo al 2%, anziché il 4%, è stata anch'essa respinta, con 119 voti a 71.

Se i fornitori di streaming non vogliono investire, potranno versare una tassa sostitutiva all'Ufficio federale della cultura (UFC). Questo prelievo potrà essere richiesto se gli investimenti non vengono effettuati entro quattro anni. In prima lettura il Nazionale aveva optato per un obbligo fissato all'1% del fatturato realizzato in Svizzera, mentre gli Stati avevano scelto il 4%.

Le esenzioni dall'obbligo d'investire nel cinema svizzero saranno limitate e solo la SSR ne sarà esentata. La Camera del popolo aveva inizialmente aggiunto alla lista le reti televisive regionali e le società che operano o investono in reti. Alla fine ha però seguito gli Stati con 110 voti a 77.

Si è allineata alla Camera dei cantoni anche in merito alle prestazioni pubblicitarie computabili. Potrà essere presa in considerazione la promozione di film svizzeri fino a un importo massimo di 500'000 franchi all'anno. Philipp Kutter (PLR/ZH) avrebbe voluto aumentare questo importo a un milione di franchi. La sua proposta è stata respinta con 106 voti a 85.

Le società di streaming dovranno inoltre garantire che almeno il 30% della loro programmazione sia dedicata a film europei, che devono essere designati come tali e facili da trovare. Questa misura è stata voluta per contrastare il rischio di una monocultura e per difendere le specificità svizzere, ha rilevato Berset. Si tratta anche di una condizione per entrare nel programma europeo Creative Europe.

Le sezioni giovanili di PLR, UDC e Verdi Liberali hanno annunciato che avrebbero lanciato un referendum nel caso di adozione di un tasso del 4%, temendo che alla fine siano i consumatori a dover finanziare la misura con abbonamenti più cari.

Il dossier torna agli Stati.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
seo56 1 mese fa su tio
É la volta che disdico l’abbonamento
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-10-19 12:08:06 | 91.208.130.87