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Svizzera

Keller-Sutter: «Poco probabile che UBS lasci la Svizzera»

La ministra delle finanze ritiene ragionevoli e gestibili i nuovi requisiti sul capitale proprio.
Keller-Sutter: «Poco probabile che UBS lasci la Svizzera»
Adrian Moser
Fonte Ats
Keller-Sutter: «Poco probabile che UBS lasci la Svizzera»
La ministra delle finanze ritiene ragionevoli e gestibili i nuovi requisiti sul capitale proprio.

AARAU - Un trasferimento all'estero della sede di UBS a causa delle previste regole più severe sul capitale proprio appare poco probabile. Ne è convinta la consigliera federale Karin Keller-Sutter, che in un'intervista pubblicata oggi dall'Aargauer Zeitung sottolinea le agevolazioni già concesse alla banca nell'ambito dell'ordinanza sui fondi propri.

La ministra delle finanze ricorda inoltre che il Consiglio federale ha rinunciato a ulteriori inasprimenti generali dei coefficienti patrimoniali raccomandati dagli esperti dopo la crisi di Credit Suisse. Nonostante ciò, afferma Keller-Sutter, UBS ha definito «estreme» tutte le proposte, adottando a suo giudizio una strategia aggressiva. Al Consiglio degli Stati, tuttavia, l'orientamento è stato diverso rispetto a quanto la banca si attendeva.

Secondo la consigliera federale, i requisiti sono considerati da molti analisti ed esperti ragionevoli e gestibili. Un trasferimento all'estero sarebbe inoltre «molto più costoso e giuridicamente molto complesso». Keller-Sutter sottolinea anche l'importanza della «swissness», dello Stato di diritto e della stabilità politica elvetica per il modello d'affari di UBS.

Dopo la recente decisione del Consiglio degli Stati, Keller-Sutter non ha contattato il CEO Sergio Ermotti e nemmeno lui si è fatto sentire. A novembre la ministra incontrerà invece il presidente del consiglio di amministrazione Colm Kelleher nell'ambito di un regolare scambio con i rappresentanti della piazza finanziaria. «Ora non è il momento di negoziare: il dossier è all'esame del parlamento», ha puntualizzato.

Le nuove speculazioni su un possibile trasferimento di UBS, anche attraverso una fusione con un altro istituto come la statunitense Morgan Stanley, hanno contribuito ieri a un rialzo del 3,5% del titolo alla borsa svizzera. A metà settembre Kelleher aveva ribadito che l'obiettivo principale è restare nella Confederazione, precisando però che UBS dovrebbe riflettere sulla questione qualora non fosse più competitiva.

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