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ECONOMIA

Pochi disastri spingono l'utile di Swiss Re

La società di riassicurazione ha chiuso il primo semestre 2026 con un balzo del 9%, pari a un utile di 2,8 miliardi di franchi
Pochi disastri spingono l'utile di Swiss Re
IMAGO / imagebroker
Fonte ats
Pochi disastri spingono l'utile di Swiss Re
La società di riassicurazione ha chiuso il primo semestre 2026 con un balzo del 9%, pari a un utile di 2,8 miliardi di franchi

ZURIGO - Swiss Re ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con un utile netto in aumento: la società di riassicurazione ha beneficiato di un impatto limitato dei sinistri di grande entità e appare quindi sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi annuali.

Stando alle indicazioni odierne il gruppo ha conseguito un utile di 2,8 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi), segnando un incremento del 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi sono per contro scesi del 3% a 20,6 miliardi.

«Swiss Re ha registrato un ottimo risultato nel primo semestre, sostenendo al contempo i propri clienti con oltre 17 miliardi di dollari in risarcimenti», afferma il CEO Andreas Berger, citato in un comunicato. «Ciò dimostra la solidità del nostro gruppo diversificato, in cui ogni unità di affari contribuisce alla resilienza degli utili», aggiunge il manager 60enne di nazionalità tedesca.

La società annuncia anche un significativo rafforzamento del proprio piano di riduzione dei costi: l'obiettivo di risparmio operativo è stato infatti incrementato a 500 milioni di dollari entro il 2028, superando il precedente traguardo di 300 milioni di dollari previsto per il 2027.

Forte di questi risultati, la dirigenza conferma le previsioni per l'intero esercizio, che vertono su profitti per almeno 4,5 miliardi di dollari. Il management mantiene quindi un cauto ottimismo, ricordando peraltro che l'impresa resta vigile in vista dell'avvicinarsi del picco della stagione degli uragani, tradizionalmente un periodo critico per il settore della riassicurazione.

Le cifre presentate oggi sono leggermente superiori alle attese degli analisti, ma malgrado ciò nella prima mezz'ora di contrattazioni in borsa l'azione Swiss Re perdeva oltre l'1%, in un mercato generalmente orientato al rialzo. Dall'inizio di gennaio il titolo - che fa parte dell'SMI, l'indice dei 20 principali valori elvetici - è salito del 4%, mentre sull'arco di cinque anni la performance è del +61%.

Swiss Re è una società di grande tradizione. Le origini del gruppo vengono infatti messe in relazione con l'incendio che nella notte fra il 10 e l'11 maggio 1861 distrusse due terzi dell'allora fiorente città di Glarona. Gli assicuratori si trovarono confrontati con danni di cinque volte superiori ai loro accantonamenti: questo mostrò il pericolo che un evento di grandi proporzioni poteva rappresentare per l'intero ramo in Svizzera. Anche per evitare che i premi di riassicurazione finissero all'estero, nel 1863 venne quindi fondata la Schweizerische Rückversicherungs-Gesellschaft. Quell'entità, spesso abbreviata in Schweizer Rück, è oggi Swiss Re, un colosso attivo a livello planetario - ha circa 70 uffici nel mondo, con un organico di 15'000 dipendenti, di cui 3000 in Svizzera - che ad esempio è stato in prima fila nell'assicurazione delle torri gemelle di New York, distrutte da un attacco terroristico islamista nel 2001.

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