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SVIZZERA

Giugno ha peggiorato l'umore degli economisti

Gli analisti guardano allo sviluppo economico futuro con maggiore cautela dopo un mese che ha abbassato le aspettative
Giugno ha peggiorato l'umore degli economisti
20min/Matthias Spicher
Fonte ats awp
Giugno ha peggiorato l'umore degli economisti
Gli analisti guardano allo sviluppo economico futuro con maggiore cautela dopo un mese che ha abbassato le aspettative

ZURIGO - Le aspettative di analisti ed economisti sullo sviluppo economico in Svizzera sono tornate a peggiorare a giugno, interrompendo così la ripresa registrata nei due mesi precedenti. È quanto emerge dall'indice UBS-CFA pubblicato oggi. I dati, tuttavia, non tengono ancora conto del recente accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe avere un certo influsso sulla congiuntura.

L'indicatore UBS-CFA è sceso a giugno a -25,0 punti dai -11,1 punti di maggio, hanno indicato oggi economisti di UBS. La grande banca elabora mensilmente l'indice, basato su un sondaggio tra esperti, in collaborazione con la CFA Society Switzerland.

Vale la pena ricordare che a marzo, in seguito al riacutizzarsi del conflitto in Medio Oriente, l'indicatore era sceso nettamente di quasi 50 punti. Ad aprile e maggio si era poi assistito a una ripresa, che ora sembra tuttavia essersi conclusa.

Va però considerato che il sondaggio si è svolto nel periodo in cui gli Stati Uniti e l'Iran stavano concordando la fine degli scontri armati, nello specifico tra l'11 e il 17 giugno. Il 58% dei 36 partecipanti totali ha compilato il questionario prima dell'annuncio dell'accordo, delineando un quadro pessimistico sullo sviluppo economico della Svizzera. Il restante 42%, che ha risposto dopo la pubblicazione della dichiarazione d'intenti, si è mostrato invece più ottimista, precisa la nota.

Mutata percezione del rischio
Nel frattempo, quasi il 65% degli intervistati continua ad attendersi condizioni economiche invariate in Svizzera per i prossimi sei mesi, un dato simile a quello registrato prima del conflitto. A essere cambiata è invece la percezione dei rischi: prima della crisi in Medio Oriente, il 22% degli analisti prevedeva un miglioramento del quadro congiunturale per la Svizzera. A giugno, questa quota è scesa appena sotto il 6%, mentre la percentuale di chi si aspetta un peggioramento è balzata dal 12% a oltre il 30%.

Gli esperti prevedono una parziale distensione sul fronte del franco: alla luce di un atteso rialzo dei tassi a breve termine nella zona euro, la maggioranza degli analisti non scommette più su un apprezzamento della valuta svizzera nei confronti dell'euro. In precedenza, la maggior parte di essi aveva invece pronosticato un rafforzamento della moneta elvetica.

Per quanto riguarda le stime a più lungo termine, le prospettive su crescita e inflazione in Svizzera sono rimaste stabili, nonostante l'accresciuta incertezza geopolitica.

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