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CRANS-MONTANA

Troppe fughe di notizie: denunciati avvocati e giornalisti

Le divulgazioni ostacolerebbero il lavoro degli inquirenti vallesani. Resta poi aperta la questione dei costi ospedalieri, di cui l'Italia non vuole farsi carico
Troppe fughe di notizie: denunciati avvocati e giornalisti
AFP / FABRICE COFFRINI
Fonte 20 Minuten
Troppe fughe di notizie: denunciati avvocati e giornalisti
Le divulgazioni ostacolerebbero il lavoro degli inquirenti vallesani. Resta poi aperta la questione dei costi ospedalieri, di cui l'Italia non vuole farsi carico

SION - La Procura vallesana ha avviato un procedimento penale nei confronti di avvocati e giornalisti nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio divampato nel Constellation di Crans-Montana.

Secondo quanto riportato da "Le Temps" e confermato da varie fonti, la misura è stata presa a seguito della ripetuta trasmissione integrale di atti d’indagine ai media. Tali divulgazioni, secondo la Procura e fonti vicine al dossier, ostacolerebbero le indagini penali e rischierebbero di pregiudicare l’andamento degli interrogatori.

Inoltre, potrebbero essere considerate una sorta di "pre-giudizio" mediatico di cui tener conto nell’eventuale quantificazione della pena nei confronti dei Moretti.

Le indagini della magistratura cantonale mirano dunque sia ai legali che avrebbero diffuso i documenti, sia ai giornalisti che li avrebbero utilizzati e pubblicati. Nessun dettaglio aggiuntivo è stato per ora diffuso sulle persone coinvolte.

Il nodo dei costi ospedalieri (che l'Italia non paga)
Nel frattempo resta aperta la questione dei costi sanitari per i 12 cittadini italiani rimasti feriti nell’incendio. Secondo la radiotelevisione RTS, le cure ricevute nei diversi ospedali svizzeri hanno generato spese complessive pari a circa 1,5 milioni di franchi.

Nonostante un accordo preveda l’assunzione dei costi da parte del Paese d’origine in caso di ricovero all’estero, il Governo italiano aveva già comunicato lo scorso aprile che non avrebbe sostenuto queste spese. Una soluzione politica sembrava possibile dopo l’incontro di maggio fra il presidente della Confederazione Guy Parmelin e la premier italiana Giorgia Meloni, che avevano promesso di affrontare la questione. Tuttavia, secondo le ultime informazioni raccolte dalla RTS, un’intesa su chi dovrà coprire i costi non è ancora stata raggiunta.

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