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SVIZZERA/FRANCIA

«Bambini venduti come corse Uber»: indagini contro svizzero

Minorenni sarebbero offerti su uno dei principali portali di escort francesi. Il fondatore svizzero era già stato condannato in Francia.
«Bambini venduti come corse Uber»: indagini contro svizzero
20 Minuten
«Bambini venduti come corse Uber»: indagini contro svizzero
Minorenni sarebbero offerti su uno dei principali portali di escort francesi. Il fondatore svizzero era già stato condannato in Francia.

BERNA/PARIGI - Un grave caso di presunta prostituzione minorile scuote la Francia: al centro della vicenda c'è uno delle principali piattaforme di annunci per escort del Paese, il cui fondatore e gestore sarebbe uno svizzero di 47 anni. Lo ha riportato questa mattina France Inter.

Già quasi un anno fa, l'emittente pubblica aveva pubblicato un'inchiesta sul portale, che conta oltre 45'000 annunci attivi relativi alla prostituzione di minori, presentati però come maggiorenni.

"Magro" la parola in codice per "minorenni"
«Le foto, spesso anche con i volti, mostrano i corpi di adolescenti. Negli annunci viene sottolineato il loro peso: intorno ai 40 kg, spesso con il termine “magro”», si legge nell'inchiesta. Secondo France Inter, il termine sarebbe utilizzato come codice per indicare ragazze minorenni offerte sul sito.

L'emittente pubblica riferisce che il reclutamento avverrebbe soprattutto nelle case per giovani gestite dai servizi sociali e che tre quarti delle minorenni proverrebbero proprio da queste strutture. Il fenomeno riguarderebbe anche diverse altre piattaforme di escort, anch'esse gestite dal 47enne svizzero. In tutto il paese, sarebbero oltre 20'000 le ragazze dedite alla prostituzione, con un'età media compresa tra i 13 e i 14 anni.

Dopo la pubblicazione dell'inchiesta, la commissaria francese per l'infanzia Sarah El Haïry ha presentato una segnalazione, a seguito della quale le autorità di perseguimento penale hanno avviato delle indagini. «Ho informato tutte le autorità competenti che possono chiudere questo sito, poiché è urgente e necessario», ha dichiarato il 10 settembre. A oggi pero, il portale risulta ancora accessibile.

Già condannato in Francia nel 2011
Secondo France Inter, il proprietario e fondatore del sito era già stato condannato in Francia nel 2011 a tre anni di carcere con la condizionale per grave sfruttamento della prostituzione. Le autorità svizzere si sarebbero tuttavia rifiutate di eseguire il mandato di arresto internazionale.

Stando a quanto riferito dall'emittente, il 47enne si sarebbe trasferito a Dubai già diversi anni fa e guadagnerebbe oltre 18 milioni di franchi all'anno attraverso le sue piattaforme. Nell'ambito delle più recenti indagini, le autorità francesi hanno chiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera. Gli inquirenti svizzeri sarebbero ora impegnati nella raccolta di prove a sostegno delle indagini francesi.

Esperto critica duramente le autorità: «Non succede nulla»
Il fatto che il portale al centro del caso sia ancora accessibile e che il presunto sfruttatore seriale non sia stato punito nemmeno per i precedenti reati suscita lo sconcerto dell'avvocato per la protezione dell'infanzia Michel Amas. Sulle piattaforme, denuncia, «i bambini vengono acquistati in pochi secondi, come una corsa Uber».

Amas non comprende perché i responsabili non siano ancora dietro le sbarre: in numerosi casi sarebbero disponibili numeri di telefono e dati delle carte di credito, mentre attraverso il portale sarebbe possibile risalire anche ai mandanti. «Tutti gli strumenti per intervenire ci sono, ma non succede nulla», lamenta.

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