Incidente a Basilea, interrotto il viaggio in triciclo per i diritti dei disabili

Angelo Catanzaro è caduto durante il percorso verso Strasburgo, dove avrebbe portato al Parlamento Europeo le istanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie
BASILEA - Si interrompe a Basilea il viaggio di Angelo Catanzaro verso Strasburgo. Il responsabile dell’Ufficio Disabilità della Uil di Ivrea e del Canavese è rimasto coinvolto in un incidente mentre percorreva in triciclo una pista ciclabile della città svizzera.
Durante il tragitto Catanzaro si è trovato davanti a un ostacolo presente sul terreno, che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo e cadere. L’impatto è stato violento, ha battuto la testa e, stando alle testimonianze di chi era con lui, ha perso conoscenza. La caduta gli ha inoltre causato la frattura di una clavicola.
Sul posto sono arrivati rapidamente i soccorsi, che lo hanno trasferito all’Ospedale universitario di Basilea per gli accertamenti del caso. Dopo alcune ore trascorse sotto osservazione, i medici ne hanno disposto le dimissioni. Le sue condizioni sono buone, anche se l’incidente ha inevitabilmente imposto lo stop al viaggio.
Catanzaro era partito da Ivrea l’8 settembre per raggiungere Strasburgo attraversando Svizzera e Francia in triciclo. Si trattava della seconda edizione di “Oltre i Limiti”, iniziativa sostenuta dalla Uil di Ivrea e del Canavese e dalla Uil Pensionati Piemonte.
La destinazione non era casuale. L’obiettivo era arrivare fino al Parlamento Europeo per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Al centro del progetto temi come inclusione, autodeterminazione, accessibilità della mobilità e sostegno a caregiver e nuclei familiari.
Prima dell’incidente erano già stati percorsi oltre 300 chilometri.
Con Catanzaro si trovavano Adolfo Granito, presidente di Ada Piemonte e segretario della Uil Pensionati Torino, Livio Tesio, Davide Pistarino, Simone Andreello, che stava documentando il viaggio attraverso le riprese, e la moglie Laura.
«È stato un grande spavento – spiegano le persone che lo stanno accompagnando – ma la cosa più importante è che ora stia meglio e sia stato dimesso. Adesso pensiamo al suo rientro e alla sua salute».



