Manifestazione anti-G7, il dispositivo di contenimento era lecito

L'inchiesta del Dipartimento cantonale delle istituzioni e del digitale è tuttora in corso
GINEVRA - Il "dispositivo di contenimento temporaneo" dopo la manifestazione No G7 del 14 giugno a Ginevra era lecito, almeno fino alla sua chiusura ermetica alle 21.29. A queste conclusioni è giunto il Dipartimento cantonale delle istituzioni e del digitale (DIN), pubblicando la prima parte di un'inchiesta avviata dopo le denunce degli organizzatori della protesta contro il vertice tenutosi a Evian, sulla sponda francese del Lemano, tra il 15 e il 17 giugno.
L'inchiesta non è ancora conclusa, precisa il DIN in una nota odierna. I primi accertamenti riguardano unicamente il principio di liceità del "dispositivo di contenimento temporaneo", istituito tra le 19.21 e le 21.29, nonché le basi legali applicabili.
Secondo il DIN, tale dispositivo è stato approntato in un contesto di gravi violazioni dell'ordine pubblico. Dopo che la prima parte della manifestazione si era svolta pacificamente, alle 18.21, la situazione non era più sotto controllo: le violenze e i danneggiamenti si moltiplicavano, viene rilevato. Il responsabile dell'intervento ha quindi deciso di sciogliere la manifestazione.
Stando alla cronologia annunciata dal dipartimento, alle 19.21 la polizia ha iniziato a predisporre il "dispositivo di contenimento temporaneo" al fine di limitare la dispersione degli individui violenti, effettuare i necessari controlli d'identità, fermare le persone sospettate di aver commesso reati e raccogliere elementi di prova utili alle indagini. Dei vandali si erano infiltrati nella manifestazione.
Durante l'istituzione del dispositivo, le persone presenti potevano lasciare il luogo passando per lo skatepark di Chateaubriand, sottolinea ancora il DIN. La polizia ha lanciato numerosi inviti a disperdersi affinché le persone lasciassero il luogo, viene ricordato. La chiusura ermetica è avvenuta alle 21.29.
Mantenimento dell'ordine
Stando alla nota, questo dispositivo non costituiva una privazione della libertà. Si trattava di una misura di mantenimento dell'ordine il quale «costituiva, date le circostanze, il mezzo meno coercitivo che consentisse di ristabilire la sicurezza e l'ordine pubblico e di prevenire gravi danni alle persone o ai beni».
La coalizione No G7 aveva denunciato l'istituzione di questo dispositivo per quasi dieci ore, definendola «un'operazione di polizia inqualificabile». In totale, 549 persone erano state trattenute, talvolta in condizioni umilianti. No G7 aveva chiesto le dimissioni della consigliera di Stato Carole-Anne Kast, direttrice del DIN, e del procuratore generale Olivier Jornot. Il dipartimento dovrà ora esaminare la fase successiva alle 21.29.
Complessivamente, sono stati aperti 226 procedimenti in seguito alla manifestazione anti-G7. Riguardano la raccolta dei dati anagrafici, nonché il dispositivo di mantenimento dell'ordine e il suo prolungamento ai fini di un'indagine giudiziaria, oppure entrambi gli aspetti, precisa ancora il DIN. I procedimenti penali sono di competenza del Ministero pubblico. Dopo l'intervento della polizia, sono state inoltre presentate diverse denunce dagli organizzatori della protesta No G7.
Va ricordato che la tenuta della manifestazione il 14 giugno era stata autorizzata in un settore ben limitato della città dopo un travagliato negoziato.



