Genitori in disaccordo, il Tribunale federale dà il via libera alla vaccinazione di una bambina

Respinto il ricorso di un padre del canton Berna che si era opposto alla somministrazione del richiamo contro difterite, tetano e pertosse.
LOSANNA - Il Tribunale federale ha dato il via libera alla somministrazione della dose di richiamo del vaccino contro difterite, tetano e pertosse a una bambina di sette anni, nonostante l’opposizione del padre. I giudici hanno confermato che, in presenza di un disaccordo tra i genitori, spetta all’Autorità di protezione dei minori prendere decisioni di questo tipo.
La vicenda nasce nel canton Berna, dove la madre, separata dal padre, si era rivolta all’Autorità di protezione dei minori dell’Emmental per ottenere una decisione. L’ente si era espresso a favore della vaccinazione, respingendo le argomentazioni del padre, che chiedeva ulteriori studi sugli effetti dell’alluminio contenuto nel vaccino.
L’uomo aveva quindi impugnato la decisione. Con una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ha però respinto il ricorso. Secondo i giudici di Mon Repos non vi sono circostanze particolari che giustifichino un trattamento diverso del caso.
La Corte ha inoltre rilevato che la bambina aveva già ricevuto tre dosi del vaccino senza problemi. Il preparato è omologato dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic, e non è quindi necessaria alcuna verifica supplementare.
La decisione conferma il ruolo dell’Autorità di protezione dei minori quale istanza competente a dirimere controversie sanitarie quando i genitori non trovano un accordo.




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