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Decine di persone a un picnic antifascista a Vidy

Una decina di persone ha preso la parola per esprimere il proprio rifiuto «di cedere lo spazio pubblico ai gruppi neonazisti, d'estrema destra o fascisti»
Decine di persone a un picnic antifascista a Vidy
20 MINUTES
Fonte Ats
Decine di persone a un picnic antifascista a Vidy
Una decina di persone ha preso la parola per esprimere il proprio rifiuto «di cedere lo spazio pubblico ai gruppi neonazisti, d'estrema destra o fascisti»

VIDY - A Losanna, diverse decine di persone hanno partecipato oggi pomeriggio a un picnic antifascista sulla spiaggia davanti al Théâtre de Vidy, due settimane dopo l'aggressione di uno svizzero di 35 anni che indossava una maglietta con la scritta "Antifa".

Ferito al volto, l'uomo si era recato autonomamente in ospedale. Secondo diversi media della Svizzera romanda, la sua maglietta sarebbe stata all'origine dell'aggressione da parte di un «gruppo di uomini neonazisti». All'arrivo della polizia cantonale vodese, gli autori dell'aggressione si erano già dileguati.

Su invito di collettivi e partiti di sinistra vodesi, ginevrini, friburghesi e giurassiani, circa 300 persone si sono riunite pacificamente sabato sulla spiaggia davanti al Théâtre de Vidy, ha constatato un fotografo di Keystone-ATS. Secondo la polizia comunale di Losanna, i presenti erano invece un centinaio.

Una decina di persone ha preso la parola per esprimere il proprio rifiuto «di cedere lo spazio pubblico ai gruppi neonazisti, d'estrema destra o fascisti». Secondo loro questa aggressione «si iscrive in un contesto di ascesa del fascismo, di banalizzazione dei discorsi, delle aggressioni e delle violenze razziste, sessiste, LGBTIQ-fobia e autoritarie». Sul posto era presente anche un serigrafo per stampare magliette antifasciste.

In seguito all'aggressione, il 9 luglio il Ministero pubblico vodese ha aperto d'ufficio una inchiesta. Le persone fermate sono un italiano di 34 anni e tre svizzeri di rispettivamente 31, 30 e 16 anni. I maggiorenni, tutti residenti nel canton Vaud, sono stati posti in detenzione preventiva. Il dossier relativo al minore, domiciliato in Vallese, è stato trasmesso alla Magistratura dei minorenni.

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