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SVIZZERA

Parmelin: «I nuovi dazi USA non ci hanno sorpreso»

Berna sapeva delle indagini americane e si difende dalle accuse. La consultazione rimarrà aperta fino al 6 luglio.
20min/Stefan Lanz
Fonte Ats
Parmelin: «I nuovi dazi USA non ci hanno sorpreso»
Berna sapeva delle indagini americane e si difende dalle accuse. La consultazione rimarrà aperta fino al 6 luglio.

BERNA - L’annuncio degli Stati Uniti sui nuovi dazi all’importazione non ha colto di sorpresa la Svizzera. «Sapevamo che erano in corso indagini ai sensi della sezione 301 della legge commerciale americana e ci aspettavamo una decisione», ha dichiarato il presidente della Confederazione e ministro dell’economia Guy Parmelin, intervenendo al Swiss Economic Forum (SEF) in corso a Interlaken.

Berna ha già preso posizione. «Abbiamo risposto per iscritto alle accuse mosse dagli Usa e ci difendiamo da queste», ha aggiunto Parmelin. Washington accusa la Svizzera e altri Paesi di non contrastare sufficientemente l’importazione di prodotti realizzati con lavoro forzato e ha prospettato barriere doganali del 12,5%. Si tratta tuttavia di una proposta non definitiva: la consultazione è aperta fino al 6 luglio e saranno organizzate audizioni pubbliche.

Il consigliere federale ha ricordato che l’incontro di ieri a Parigi con il rappresentante per il commercio Usa, Jamieson Greer, era stato pianificato proprio in vista della decisione. In quell’occasione la delegazione elvetica ha ribadito le proprie posizioni, sottolineando che la Svizzera ha già adottato misure per contrastare il flusso di merci prodotte con lavoro forzato. «Le aziende e le autorità prestano molta attenzione», ha affermato.

Nel colloquio si è discusso anche della possibilità che un annuncio di adeguamenti legislativi possa attenuare l’impatto dei dazi, come avvenuto in altri Paesi. Complessivamente 54 economie, tra cui quella svizzera, sono interessate da un’aliquota del 12,5%, mentre per l’Unione europea, il Regno Unito e pochi altri Stati è prevista una tariffa del 10%.

Parmelin invita alla prudenza. «Dobbiamo mantenere la calma e proseguire i negoziati per un accordo commerciale: anche gli Stati Uniti cercano una soluzione vincolante», ha dichiarato. Sui tempi di un’eventuale intesa, il ministro ha ammesso l’incertezza: «Se una cosa è certa, è questa: tutto è incerto», ha concluso, riferendosi a un contesto che riguarda non solo la Confederazione ma tutti i partner coinvolti.

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