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ZURIGO

Ameti non ci sta e fa ricorso

La consigliera comunale zurighese è stata condannata a gennaio per aver sparato a un'immagine sacra
Instagram/sanija.ameti
Fonte ats
Ameti non ci sta e fa ricorso
La consigliera comunale zurighese è stata condannata a gennaio per aver sparato a un'immagine sacra

ZURIGO - La consigliera comunale zurighese Sanija Ameti (senza partito, già PVL) ha presentato ricorso al Tribunale cantonale contro la sua condanna per perturbamento della libertà di credenza e di culto emessa dal Tribunale distrettuale di Zurigo a fine gennaio. È quanto emerge da un post pubblicato su X dal presidente dei Giovani UDC e granconsigliere bernese Niels Fiechter.

Dopo la presentazione del ricorso, le parti in causa ricevono la sentenza motivata per iscritto. Successivamente decidono come proseguire. Il difensore di Ameti ha presentato il ricorso entro i termini previsti, come dimostra lo scritto pubblicato oggi.

Anche Nicolas Rimoldi, presidente di Mass-Voll e uno dei tanti che aveva denunciato Ameti alla polizia, non intende accettare la sentenza e ha annunciato di aver presentato ricorso. La sanzione inflitta ad Ameti è troppo mite, "chiediamo il massimo della pena", si legge in un comunicato di Mass-Voll.

Il 6 settembre 2024, quando sedeva nel legislativo cittadino quale rappresentante dei Verdi liberali (PVL), Ameti aveva condiviso sulla rete sociale Instagram una raffigurazione della Madonna col Bambino, entrambi col volto bucherellato dai proiettili, e una di sé stessa in posizione di tiro. Sotto quella che la ritrae con la pistola ad aria compressa puntata figurava la scritta "abschalten", che in italiano può essere reso con "disinnestare, fermare". L'immagine sacra con i fori dei proiettili sul viso di Maria e di Gesù bambino era stata strappata da un catalogo di una casa di aste. Ameti ha rapidamente cancellato il post da Instagram e si è scusata, ma le foto avevano già alimentato reti sociali e media.

Lo scorso 28 gennaio il tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato Ameti a una pena pecuniaria sospesa di 60 aliquote giornaliere di 50 franchi ciascuna e a una multa di 500 franchi. Fiechter e altri accusatori privati avevano chiesto riparazione morale, sostenendo che Ameti aveva gravemente profanato simboli religiosi. Il tribunale ha rimandato le richieste a una azione civile.

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