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SVIZZERA

Venerdì sarà lutto nazionale

La Confederazione ha organizzato una giornata di lutto nazionale per il 9 gennaio. Alle 14 suoneranno tutte le campane delle chiese svizzere.
Getty Images Europe
Fonte Ats
Venerdì sarà lutto nazionale
La Confederazione ha organizzato una giornata di lutto nazionale per il 9 gennaio. Alle 14 suoneranno tutte le campane delle chiese svizzere.

BERNA - La Svizzera ha dichiarato una giornata di lutto nazionale per venerdì 9 gennaio, in seguito all'incendio di Capodanno che nella località alpina di Crans-Montana ha causato una strage, con decine di morti e oltre un centinaio di feriti. Lo ha annunciato il presidente rossocrociato Guy Parmelin.

«Il 9 gennaio, la Confederazione, in collaborazione con le chiese svizzere, sta organizzando una giornata di lutto nazionale», ha dichiarato Parmelin al SonntagsBlick. Come ulteriore segno di solidarietà nazionale, tutte le campane delle chiese svizzere suoneranno alle 14, quando inizierà una cerimonia commemorativa a Crans-Montana.

«È previsto anche un minuto di silenzio. In questo momento di riflessione, tutti i cittadini svizzeri potranno rendere omaggio, a titolo personale, alle vittime della catastrofe», ha precisato Parmelin al Sonntagsblick e alla Sonntagszeitung.

«Impossibile affrontare un'emergenza del genere da soli» - Dopo l'incendio, è emerso dalle interviste, numerosi capi di Stato e di governo stranieri hanno chiamato personalmente il presidente della Confederazione per offrirgli un sostegno concreto, in particolare l'invio di specialisti medici. «È chiaro che un Paese non può affrontare da solo una situazione di emergenza del genere», ha detto Parmelin: la Confederazione ha quindi chiesto aiuto a livello internazionale.

L'Unione europea, infatti, dispone di un meccanismo in caso di catastrofi che consente di coordinare gli aiuti dei Ventisette in caso di gravi sciagure nei Paesi membri e in alcuni paesi terzi. Le vittime di Crans-Montana potranno essere trasferite fino a domenica in cliniche specializzate in diversi Stati dell'UE. Ciò consentirà loro di ricevere le migliori cure, ha spiegato Parmelin.

Le cure potrebbero durare mesi, ha aggiunto il presidente della Confederazione, parlando di una «corsa contro il tempo». Venerdì le autorità vallesane avevano annunciato che circa cinquanta pazienti sarebbero stati trasferiti all'estero, sottolineando che i Paesi vicini, ma anche altri Stati come il Belgio, avevano offerto il loro aiuto.

«Dobbiamo charire tutto il più rapidamente possibile» - Parmelin ha poi espresso ancora una volta tutta la sua vicinanza e le sue profonde condoglianze alle famiglie colpite dalla catastrofe. Questa «tragedia umana di portata senza precedenti» ha richiesto «un gesto di sostegno e solidarietà», con l'esposizione a mezz'asta delle bandiere del Palazzo federale per cinque giorni. Diverse città e cantoni hanno fatto lo stesso.

Nel frattempo, la giustizia prosegue il suo lavoro per chiarire le cause e le responsabilità del dramma. «Dobbiamo chiarire tutto, il più rapidamente e accuratamente possibile», lo dobbiamo alle vittime e ai loro cari, ha assicurato il consigliere federale, dicendosi consapevole che l'incertezza è estremamente pesante per le famiglie delle vittime.

«Prenderemo misure perché tutto questo non si ripeta» - Il presidente della Confederazione ha inoltre affermato che «determineremo, insieme alle autorità cantonali e comunali, quali misure adottare affinché una simile catastrofe non si ripeta». Ma è troppo presto per dire quali. Occorre dapprima esaminare la situazione in modo approfondito. «Non dimentichiamo: quello che è successo a Crans-Montana può succedere ovunque».

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