Un’ora di sonno in regalo, ma c’è un prezzo da pagare

Nella notte tra sabato e domenica torna l’ora solare: si dorme di più. Ma tra disturbi del sonno e dubbi sul risparmio energetico, le polemiche non vanno mai a dormire.
Nella notte tra sabato e domenica torna l’ora solare: si dorme di più. Ma tra disturbi del sonno e dubbi sul risparmio energetico, le polemiche non vanno mai a dormire.
LUGANO - Un'ora di sonno in più, ma anche un'ora di luce in meno la sera. Nella notte tra sabato e domenica torna l'ora solare e, con lei, le polemiche su un'abitudine che sempre più persone vorrebbero abolire. Tra disturbi del sonno e risparmi energetici tutti da dimostrare, il cambio dell'ora continua a dividere.
Il cambio, nel week-end
Dunque, nella notte tra sabato 24 ottobre e domenica 25 si dovranno nuovamente spostare le lancette: alle tre del mattino gli orologi torneranno indietro di un’ora, segnando il passaggio dall’ora legale a quella dell’Europa centrale. Al mattino farà quindi chiaro prima, mentre il buio arriverà prima nel pomeriggio. Ma sono in molti a essere ormai stanchi di questo continuo spostamento delle lancette e a chiedere l’abolizione del cambio dell’ora.
Il fatto che domenica si possa dormire un’ora in più probabilmente non dispiacerà a molti. Eppure, il passaggio all’ora legale in primavera e il ritorno all’ora normale in autunno continuano a essere impopolari, come confermano regolarmente i sondaggi. Secondo una recente rilevazione dell’istituto Forsa, il 71% degli intervistati considera il cambio dell’ora superfluo e vorrebbe abolirlo. Alcuni segnalano anche conseguenze sulla salute, in particolare disturbi del sonno.
Dubbi sul risparmio energetico
Oltre ai possibili effetti sulla salute, i critici mettono in dubbio anche l’efficacia del cambio dell’ora rispetto al suo obiettivo originario: il risparmio energetico. L’introduzione dell’ora legale in primavera avrebbe infatti dovuto ridurre il consumo di elettricità durante i mesi più luminosi. L’idea era semplice: spostando avanti le lancette di un’ora, si sarebbe sfruttata maggiormente la luce naturale, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale. Secondo le analisi, però, i benefici in termini di risparmio energetico sono difficili da dimostrare.
Nel dibattito intervengono anche molti specialisti del sonno, favorevoli al mantenimento dell’ora normale, o invernale, per i possibili effetti negativi del cambio dell’ora sul ritmo e sulla durata del riposo. La luce naturale, in particolare la componente blu della luce solare, è infatti uno dei principali fattori che regolano il nostro orologio biologico e il ritmo sonno-veglia. Secondo gli esperti, l’ora invernale è quella che meglio rispetta questo equilibrio. Il passaggio all’ora legale, al contrario, può provocare una carenza di sonno, con conseguenti cali di concentrazione e rendimento e un aumento del rischio di incidenti.




