Tunnel Sils-Maloja, l'analisi del sottosuolo per capire la fattibilità dell'opera

Le perforazioni procedono a pieno regime: saranno cinque quelle realizzate entro la fine di ottobre
SILS IM ENGADIN - Le trivellazioni a 130 metri di profondità sopra la strada fra Sils in Engadina e Plaun da Lej (GR) procedono a pieno ritmo. L'obiettivo dell'Ufficio tecnico dei Grigioni è capire di quale materiale è fatta la roccia nel sottosuolo, in modo da verificare la fattibilità tecnica per costruire il tunnel discusso da decenni.
Una piattaforma di legno su ponteggi metallici con vista sul lago e le montagne di Sils: è questa l'immagine che si presenta davanti agli occhi degli operai che da un mese a questa parte di occupano delle perforazioni. La trivellatrice di sette tonnellate di peso raggiunge una profondità di circa 130 metri, ovvero dove in futuro dovrebbe passare il tunnel stradale fra la località Sils/Föglias (portale est) e Plaun da Crot (portale ovest).
«In questo punto abbiamo raggiunto circa una profondità di 44 metri. Ogni giorno riusciamo a perforare tra i due e i cinque metri nel deposito di detriti. Non appena si raggiunge la roccia compatta, i lavori di perforazione procedono più rapidamente», ha spiegato il responsabile del settore geologia e pericoli naturali dell'Ufficio tecnico grigionese, Christoph Nänni, durante un incontro avvenuto ieri in loco con i media.
La strada che collega la Val Bregaglia con la vicina Italia e con l'Alta Engadina da anni è minacciata da slavine in inverno e frane e colate detritiche in estate, eventi che in passato hanno più volte richiesto la chiusura del collegamento. Per aumentarne la sicurezza da decenni si discute della realizzazione di un tunnel. Un progetto che si trova ora in una nuova, inedita fase, ovvero quella delle indagini geologiche.
Lungo il tracciato previsto della galleria, entro la fine di ottobre verranno eseguiti cinque perforazioni esplorative, che raggiungeranno una profondità fino a 130 metri, simili a quello che è stato visitato ieri da esperti e giornalisti. Altri venti perforazioni esplorative meno profonde, dai 25 ai 30 metri, sono stati effettuati nelle due aree dei portali della galleria prevista. Secondo i piani dell'Ufficio tecnico, il tunnel dovrebbe avere una lunghezza di 2,7 chilometri. «Vogliamo sapere dove si trova la roccia e di quale tipo di materiale si tratta», ha continuato Nänni.
Una tomografia della montagna
Quando ci si trova in superficie, è difficile immaginarsi cosa può nascondersi all'interno del pendio di una montagna. «Nel sottosuolo è presente un'intera gamma di rocce molto diverse tra loro. Mentre nelle perforazioni esplorative in direzione di Maloja troviamo scisti verdi e serpentiniti, più avanti, verso Silvaplana, si incontrano gneiss, calcari, argilloscisti e anche rocce vulcaniche molto antiche. La maggior parte di queste è perfettamente adatta alla costruzione di una galleria».
Queste informazioni vengono raccolte in parte con le trivellazioni e in parte mediante un metodo di indagine sismica, che per certi versi ricorda una tomografia computerizzata. Tramite piccole esplosioni o colpi di martello vengono generate delle onde di vibrazione che vengono inviate nel sottosuolo. Le onde che vengono riflesse dagli strati più duri possono essere rilevate in superficie mediante i cosiddetti geofoni. «Sulla base di queste registrazioni possiamo determinare dove si trova la roccia. Affinché i dati siano affidabili, devono essere calibrati con i risultati dei sondaggi», ha sottolineato il geologo.
Finora, i dati indicano che i depositi sciolti al di sopra della roccia sono molto spessi in alcuni punti e arrivano probabilmente in parte fino alla profondità della galleria. Le perforazioni forniranno informazioni più precise.
Il nodo dei costi
Se la roccia fosse stabile, il tunnel potrebbe essere costruito all'altezza dell'attuale strada del Maloja. In caso invece si trovassero delle parti friabili e quindi più difficoltose, l'Ufficio tecnico valuterà un tracciato più profondo all'interno della montagna. Ciò potrebbe avere delle ripercussioni sui costi dell'opera, che ad oggi è stimata a 280 milioni di franchi. «Si può realizzare un tunnel anche in un terreno friabile, ma il costo al metro può aumentare notevolmente», ha illustrato Nänni, aggiungendo che normalmente un metro di tunnel per una strada principale in una roccia compatta costa circa 80'000 franchi.
Il nodo dunque oltre alla geologia è soprattutto finanziario. Attualmente, l'Ufficio tecnico grigionese dispone di un budget annuale di 100-120 milioni di franchi per l'ampliamento della rete stradale cantonale. «Ciò significa che ogni anno circa un terzo di esso dovrebbe essere destinato alla costruzione di questo tunnel», ha sottolineato René Simeon, responsabile della costruzione stradale. Nel prossimo programma sulla costruzione delle strade 2029-2032 si dovrà valutare come potrebbe essere strutturato il finanziamento di un progetto di tali dimensioni.
I prossimi passi
Per la realizzazione del tunnel l'Ufficio tecnico stima circa dieci anni di cantiere. Ma prima di arrivare al primo colpo di piccone sono ancora necessari diversi passaggi. A fine agosto il Governo grigionese ha approvato la modifica del piano direttore cantonale, in primavera è atteso il via libera da parte della Confederazione.
Stando a un incarico approvato dal Gran Consiglio due anni fa, il progetto dovrebbe essere pubblicato per la consultazione pubblica a un anno dall'approvazione di Berna. «È una richiesta davvero ambiziosa. Di solito i progetti di questa portata, con rapporti di impatto ambientale di questa portata, richiedono diversi anni», ha affermato René Simeon.
Le indagini geologiche che vengono svolte ora sopra Sils servono a portarsi avanti e non perdere ulteriore tempo.



