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SVIZZERA

Il clima non interessa agli svizzeri

L’aumento dell’apatia climatica in Svizzera è accompagnato da un divario tra le intenzioni dichiarate e i reali comportamenti di acquisto e consumo.
Il clima non interessa agli svizzeri
IMAGO/Geisser
Fonte Ats
Il clima non interessa agli svizzeri
L’aumento dell’apatia climatica in Svizzera è accompagnato da un divario tra le intenzioni dichiarate e i reali comportamenti di acquisto e consumo.

ZURIGO - Mentre l'Europa è alle prese con foreste in fiamme e una sequenza ininterrotta di ondate di calore, il dibattito sul cambiamento climatico fatica a tradursi in un mutamento concreto delle abitudini di consumo degli svizzeri. Secondo un sondaggio rappresentativo condotto da Comparis, quattro adulti su cinque (80%) dichiarano che la questione climatica ha un impatto minimo o nullo sulle loro scelte finanziarie e di acquisto.

Il dato è in netta crescita rispetto agli anni precedenti, segnando un aumento di circa 10 punti percentuali rispetto al periodo 2020-2023. In particolare, il 34% degli interpellati afferma che il dibattito sul clima non influenza affatto le proprie decisioni, mentre un ulteriore 46% ne percepisce un'influenza solo minima. Solo per il 20% della popolazione, invece, il tema ha un peso reale sulle scelte di acquisto e di investimento.

Il rilevamento demoscopico - 1040 persone interrogate in luglio in tutta la Confederazione - rivela che sono proprio le fasce più abbienti a mostrarsi meno sensibili al tema. Tra le persone con un reddito familiare lordo superiore a 8000 franchi, l'84% non si lascia influenzare quasi per nulla dal dibattito climatico; la quota scende invece al 75% tra i redditi più bassi (fino a 4000 franchi).

«Rinunciare o cambiare il proprio comportamento sembra essere ancora più difficile per le persone con un reddito elevato rispetto a quelle con meno denaro nel portafoglio», commenta Michael Kuhn, esperto Comparis, citato in un comunicato. «Questo potrebbe essere dovuto al fatto che chi ha più disponibilità economiche può semplicemente permettersi più viaggi e più consumi».

Va peraltro detto che gli intervistati con figli in casa attribuiscono un'importanza maggiore al tema e agiscono in modo più consapevole anche nella vita di tutti i giorni: il 74% di loro dichiara che il dibattito sul clima ha un impatto da lieve a molto grande sulle proprie decisioni, mentre nelle famiglie senza figli la percentuale è solo del 62%. «Chi pensa oltre alla propria vita e tiene conto anche delle generazioni future agisce con maggiore prudenza», osserva Kuhn. «Il dibattito sul clima influenza il comportamento delle persone in modo nettamente più marcato nelle famiglie di tre o più persone rispetto a quelle di una o due persone», aggiunge.

Secondo il professionista la crescente indifferenza - definita «apatia climatica» - è il risultato di un mix di fattori. «Problemi più tangibili e urgenti, come l'aumento dei premi di cassa malati e degli affitti, le guerre e il rincaro, stanno prendendo il sopravvento. A questo si aggiunge una stanchezza causata da un dibattito onnipresente e un senso di impotenza, a volte persino di fatalismo».

Il sondaggio evidenzia un significativo scollamento tra le buone intenzioni dichiarate e i comportamenti effettivi. Il 40% di coloro che ammettono una certa influenza del dibattito climatico afferma di aver ridotto il consumo di carne e prodotti animali e il 36% dichiara di aver diminuito i viaggi in aereo.

I dati statistici raccontano però una storia diversa: secondo un rapporto dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) il consumo di carne in Svizzera è salito a 51 chili pro capite nel 2025, dopo essere sceso a 48 chili nel 2023. Anche il consumo di uova ha raggiunto un record storico, superando per la prima volta la soglia delle 209 all'anno pro capite.

Analogo discorso per il trasporto aereo: lo scalo di Zurigo ha registrato nel 2025 ben 23,2 milioni di passeggeri locali in partenza, superando il precedente record del 2019 (22,2 milioni). Un'analisi della Scuola universitaria professionale di Lucerna (HSLU) ha poi mostrato che nel 2024 i residenti della città di Zurigo hanno volato in media 10'500 chilometri, circa 600 in più rispetto al 2023.

«Si vorrebbe che si facesse qualcosa, ma quando si tratta di rinunciare a un viaggio in aereo, a vestiti o a una cotoletta, allora non si vuole farlo», chiosa Kuhn. «È vero che c'è una piccola parte della popolazione elvetica che vive in modo più consapevole, ma probabilmente sono ancora molti meno rispetto alla già bassa percentuale di persone che afferma di agire di conseguenza».

Per chi desidera allineare le proprie intenzioni ai comportamenti, Comparis suggerisce alcune semplici regole: evitare acquisti d'impulso aspettando 24 ore, preferire prodotti durevoli e riparabili, valutare alternative come l'usato o il prestito, fare la spesa con una lista e privilegiare prodotti stagionali e regionali. Chi prende decisioni basandosi su una semplice verifica di criteri come prezzo, utilità, durata e origine può fare scelte di acquisto migliori, per il clima e per il portafoglio, conclude l'azienda attiva nel settore della comparazione online.

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