La “febbre” per i SUV che ci divorerà i parcheggi: «Delirio di grandezza all'americana»

Diventano più grandi anno dopo anno e in Svizzera rappresentano più di un'immatricolazione su due. Gli ambientalisti (e non solo) lanciano l'allarme ma c'è chi... ridimensiona il problema.
ZURIGO - Più di un centimetro all'anno per un totale di 30 centimetri in più dal 2000 a oggi. È l'aumento medio delle dimensioni delle auto (in questo caso si parla di lunghezza, ma sono diventate anche più larghe) sulle strade del Vecchio Continente, secondo un recente sondaggio svolto dall'associazione ambientalista Transport & Environment (T&E) recentemente ripreso dal Blick.
Agli Europei, e anche agli Svizzeri secondo i dati delle immatricolazioni diffusi periodicamente dalla Confederazione, piacciono sempre di più i SUV. In Svizzera, stando a una recente indagine di Comparis, rappresentano il 58% delle vetture immatricolate.
Auto sempre più grandi e sempre più diffuse rischiano di aumentare la pressione su un bene prezioso, soprattutto in un Paese che non dispone di infinite pianure: i parcheggi.
Secondo T&E se le tendenze attuali dovessero essere confermate il rischio è che nei prossimi decenni gli spazi di sosta attuali potrebbero iniziare a risultare... un po' strettini. Soprattutto le città dovrebbero prepararsi a perdere dall'8,5 al 14% dei loro parcheggi su strada. Altri spazi, come gli autosili, andrebbero invece ripensati in maniera importante.
Altro rischio insito in questa “fame” di macchinoni è la cementificazione proprio per l'edificazione di parcheggi. A farne le spese sono altri spazi, comunque fondamentali per la popolazione: aree verdi, ciclabili, spazi pedonali e genericamente di uso pubblico.
L'appello dell'associazione è quello di attivarsi a livello politico, per frenare questa corsa al magnum, fissando dei limiti di dimensione.
C'è chi è fondamentalmente d'accordo, come la consigliera nazionale socialista Brenda Tuosto (membro del Cda di ATA), che parla di «deliri di grandezza (...) importati direttamente dagli Stati Uniti». Secondo lei a rischio, oltre agli spazi urbani e verdi, è anche la sicurezza: «È provato che veicoli più grandi rappresentano un rischio maggiore per bimbi e ciclisti».
C'è anche chi si dimostra nettamente contrario, come l'associazione di categoria Auto-Svizzera, che invece ribadisce via portavoce come «al momento le aree di parcheggio in Svizzera siano già fortemente sotto pressione per motivi ideologici; a farne le spese sono anche persone con problemi di mobilità, così come le imprese».
Per quanto riguarda una possibile legge, la critica è netta: «Non sta certo alla politica decidere quanti metri cubi di abitacolo debba avere un'auto, ma al consumatore».



