13esima AVS: a Berna le due Camere litigano, ora si va in conciliazione

È muro contro muro fra il Nazionale e gli Stati che non si trovano d'accordo su aumento dell'IVA e sui contributi salariali. Il rischio è che, a fine anno, verrà versata senza finanziamenti.
BERNA - Continua il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS.
Il sistema misto che non piace al Nazionale
Questo martedì mattina durante la sessione la Camera del popolo ha nuovamente respinto la proposta dei "senatori", che prevede un finanziamento misto tramite IVA e contributi salariali, preferendo la via del solo aumento dell'IVA.
La proposta è quella di aumentare l'aliquota normale dello 0,5%, e quella speciale per l'industria alberghiera dello 0,3%. Questo solo fino al 2033.
Il Consiglio degli Stati, invece, vuole aumentare sia l'IVA sia i contributi salariali, e questo senza limitazione temporale. Propone un incremento dei contributi salariali di 0,3 punti percentuali. L'IVA, invece, verrebbe aumentata di 0,4% (normale) e dello 0,2% (speciale). Questa, va puntualizzato, è anche la visione del Consiglio federale.
Come per sedute precedenti, la decisione di non ricorrere all'aumento delle trattenute salariali è stata presa di misura: 101 voti contro 95 (due gli astenuti).
Il dossier va ora in Conferenza di conciliazione. Se anche in quella sede non si troverà una soluzione, la 13esima verrà versata a partire dal prossimo dicembre senza essere finanziata.
Una riforma, non una “pezza”
Nella sua decisione odierna, il Nazionale ha ribadito la necessità di risanare le finanze dell'AVS nel quadro della prossima grande riforma del Primo pilastro, chiamata AVS2030. Il finanziamento adottato oggi è quindi da intendersi come soluzione transitoria.



