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SVIZZERA

Media, l'accordo sulle condizioni minime è a un passo

L'intesa per gli operatori della stampa, nella Svizzera tedesca e in Ticino, manca da due decenni
Depositphotos (roger-scardigno)
Fonte ats
Media, l'accordo sulle condizioni minime è a un passo
L'intesa per gli operatori della stampa, nella Svizzera tedesca e in Ticino, manca da due decenni

BERNA - Dopo vent'anni senza intesa, gli operatori dei media del Ticino e della Svizzera tedesca sono a un passo dal suggellare un accordo di settore per la regolamentazione delle condizioni minime di lavoro nella stampa. Il sindacato dei media syndicom ha approvato la convenzione ieri.

In una nota odierna, il sindacato parla di un «primo passo verso un vero e proprio contratto collettivo di lavoro (CCL)». L'accordo di settore ha una durata di tre anni dall'entrata in vigore, dovrebbe quindi estendersi fino al 2029. Ogni anno le parti sociali ne verificheranno congiuntamente l'attuazione. Esse intendono inoltre svilupparlo ulteriormente in modo congiunto in vista del CCL.

Ora spetta all'Associazione degli editori VSM decidere in merito alla propria adesione il prossimo 7 maggio. Il passo appare scontato dopo che una settimana fa l'organizzazione si è manifestata positivamente al riguardo. In una nota l'accordo veniva definito «un importante segnale di partenariato sociale».

Stando al comunicato di syndicom, anche l'organizzazione dei giornalisti Impressum, che una settimana fa ancora respingeva la convenzione, «ha dichiarato di volersi unire all'iniziativa».

Affinché l'accordo di categoria entri in vigore, è necessario che un numero sufficiente di case editrici lo sottoscriva, in modo che almeno 3000 dipendenti siano soggetti al contratto. Si tratta, secondo il quorum concordato, dei tre quarti dei potenziali operatori dei media.

Un compromesso
L'accordo, che rappresenta forzatamente un compromesso, mira a ristabilire standard minimi vincolanti in un contesto caratterizzato da pressione salariale, precarietà e continui tagli del personale, scrive syndicom. Apporta miglioramenti soprattutto per chi entra nella professione: gli stipendi iniziali concordati sono superiori al livello attuale.

«Un contratto collettivo deve intervenire prima di tutto laddove la pressione è più forte: sui salari più bassi e sui rapporti di lavoro più precari. Un settore ha futuro solo se rimane attraente per le nuove leve. Con l'accordo di settore ci attendiamo, per circa il 20% del personale potenzialmente assoggettato, miglioramenti concreti dei salari d'ingresso», indica Stephanie Vonarburg, responsabile del settore media e vicepresidente di syndicom, citata nel comunicato.

Della convenzione il sindacato deplora in particolare la situazione riservata ai professionisti dei media indipendenti. I loro onorari «non sono fissati in modo vincolante, ma devono semplicemente essere adeguati». Una tariffa giornaliera inferiore a 550 franchi non è adeguata, afferma Vonarburg.

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