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SVIZZERASono in arrivo divieti e costi elevati?

19.06.23 - 09:31
Facciamo il punto sul come, quando e se l'approvazione della legge sulla protezione del clima cambierà la vita in Svizzera
20min/Taddeo Cerletti
Sono in arrivo divieti e costi elevati?
Facciamo il punto sul come, quando e se l'approvazione della legge sulla protezione del clima cambierà la vita in Svizzera

BERNA - Tagli alla corrente, maggiori tasse. Di ipotesi su quanto potrebbe avvenire con l'approvazione arrivata ieri della legge sulla protezione del clima ce ne sono state moltissime. Ma ecco che cosa contiene effettivamente il testo che ha raccolto il 59% della popolazione svizzera.

Trasporti, alimentazione e riscaldamento sono minacciati?

No, rassicura l'Ufficio federale dell'ambiente. La legge si limita a stabilire che la Svizzera dovrà essere neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 e a definire il quadro di riferimento. La legge adottata non prevede quindi una nuova tassa sui biglietti aerei e la benzina non diventerà più costosa sul breve periodo.

L'Udc, unica voce contraria, teme però che per raggiungere l'obiettivo verranno implementati diversi nuovi divieti. E citano, per esempio, i sistemi di riscaldamento a resistenza elettrica e a olio. «Saranno presto vietati», afferma con convinzione Michael Graber.

Graber teme persino nuovi divieti sugli alimenti. Il copresidente del PS Cédric Wermuth risponde: «Potrebbero esserci momenti in cui dovremo discutere di divieti». Facendo cenno ai jet privati. «In ogni caso, qualsiasi divieto verrebbe prima probabilmente sottoposto al volere della popolazione».

Ci saranno costi aggiuntivi?

La legge sul clima e l'innovazione non prevede nuove tasse, tariffe od oneri per i cittadini, sottolinea l'Ufam. Anche se l'Udc sostiene il contrario. Il progetto di legge non aveva un costo concreto, afferma il consigliere nazionale Michael Graber. Ma: «Il conto per i bei propositi della legge arriverà più tardi e farà male».

Come mi sosterrà il governo federale se voglio sostituire il mio vecchio impianto di riscaldamento?

A partire dal 2025, ci sarà un programma d'incentivazione che durerà dieci anni e che sarà finanziato direttamente dal bilancio federale. Ciò significa che ogni anno verranno messi a disposizione 200 milioni di franchi.

Le aziende riceveranno ulteriori sussidi per l'innovazione?

Secondo il governo federale, il sussidio è fondamentalmente aperto a tutte le aziende che utilizzano tecnologie innovative. Si può trattare di pompe di calore o di tecnologie che catturano la Co2 nel camino. Il prerequisito è che l'azienda elabori una tabella di marcia con cui intende raggiungere le emissioni nette zero. I dettagli concreti saranno definiti nell'ordinanza che entrerà in vigore nel 2025.

Nuove centrali nucleari sono definitivamente escluse?

No. L'Udc vuole tornare a fare affidamento sull'energia nucleare, ha spiegato domenica Michael Graber: «Mi aspetto che il nostro Consigliere federale Albert Rösti presenti una mozione per rendere di nuovo possibile questo obiettivo». Verso sera, il partito ha inviato un comunicato per chiedere l'immediata revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari. «L'energia nucleare è pulita ed economica».

Ma dal punto di vista politico la cosa si preannuncia difficile. Se il leader dell'Udc Thierry Burkart è favorevole alla causa, una forte opposizione proviene dalla sinistra. «Sarebbe un grosso errore. Ora dobbiamo investire nelle soluzioni che abbiamo», spiega il presidente dei Verdi Balthasar Glättli. Se la Svizzera dovesse affidarsi a nuove centrali nucleari che ancora non esistono, «decine di miliardi di franchi verrebbero investiti senza alcune certezza». «Con questi soldi, entro allora, potremo rifornire completamente la Svizzera con le energie rinnovabili».

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