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BERNA
14.02.2021 - 10:320

Sale la pressione sul Consiglio federale per le riaperture

I principali sostenitori degli allentamenti sono i cantoni.

Secondo Marco Chiesa (UDC) la popolazione ha bisogno di un piano che mostri, passo dopo passo, a quali condizioni le misure potranno essere allentate

BERNA - Salgono da più parti le pressioni sul Consiglio federale, che mercoledì si riunirà per decidere su eventuali allentamenti delle misure di contenimento della pandemia.

Riaprire i negozi - Sulle colonne del "SonntagsBlick", il presidente dell'UDC Marco Chiesa afferma che la popolazione ha bisogno di un piano che mostri, passo dopo passo, a quali condizioni le misure potranno essere allentate.

Il consigliere agli Stati ticinese ritiene che i negozi dove può essere garantita la distanza di sicurezza debbano poter riaprire. E in merito alla riunione del Consiglio federale di mercoledì Chiesa afferma: «Presumo che i consiglieri federali dell'UDC porteranno proposte in questa direzione».

Secondo la "SonntagsZeitung", i principali sostenitori delle riaperture sono i cantoni. Bisogna riaprire in primo luogo i negozi che vendono beni non essenziali, ha detto al domenicale il presidente del governo vallesano Christoph Darbellay.

In dichiarazioni riportate dal "SonntagsBlick", Mauro Poggia, direttore del Dipartimento della sanità del canton Ginevra, chiede di riaprire le strutture per il fitness e lo sport, le piscine e i piccoli eventi culturali per i quali è possibile garantire il rispetto delle norme igieniche.

E anche i ristoranti - Anche Anne-Claude Demierre, direttrice della sanità del canton Friburgo, auspica, secondo la "SonntagsZeitung", la riapertura di negozi, musei e strutture sportive, come pure un'apertura graduale dei ristoranti.

«La popolazione è stanca, e molte industrie soffrono per il lockdown», ha detto da parte sua il direttore del Dipartimento della sanità del canton Zugo Martin Pfister.

Quattro tappe - Secondo la "NZZ am Sonntag", l'economia vuole tornare alla normalità in quattro tappe. Economiesuisse e l'Unione svizzera degli imprenditori hanno presentato questa settimana al Consiglio federale la loro strategia per l'uscita dal semi confinamento. Chiedono la riapertura dal primo marzo di tutti i negozi, come pure la fine dell'obbligo di lavorare da casa e l'abbandono del limite di cinque persone per le riunioni.

Molto dipende dai vaccini - Ulteriori allentamenti dovrebbero quindi dipendere dal progresso della campagna di vaccinazione.

Secondo il "SonntagsBlick", anche Gastrosuisse ha sottoposto al Consiglio federale un piano che prevede la riapertura dei ristoranti a partire dal primo marzo, nel rispetto di severi piani di protezione (chiusura alle 23.00, distanziamento, obbligo della mascherina fino a quando ci si siede e nessuna consumazione in piedi).

Commenti
 
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Boh! 7 mesi fa su tio
Aprire gli occhi e guardare i numeri...
Didimon 7 mesi fa su tio
Quando in tutta la Svizzera e nei ristoranti vigeva il consiglio di indossare le mascherine.... Nella nostra capitale nessuno la metteva.. Men che meno in piazza federale nei loro ristoranti.. Io lo avevo fatto presente al nostro caro Norman Gobbi. La sua risposta.. : ogni cantone decide individualmente.... E ora ristoranti chiusi per colpa di Berna 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
ciapp 7 mesi fa su tio
chiudiamo il palazzo federale e mandiamo i 7 poffi in quarantena fino a giungno
seo56 7 mesi fa su tio
Ma anche no!!! Sarebbe da irresponsabili e ignoranti
Capra 7 mesi fa su tio
Situazione drammatica
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