Svizzera fortunata, ne approfitti

«Dipende tutto da Xhaka e compagni. E da Yakin»
Arno Rossini: «Se giocherà al 100% delle sue possibilità, la Svizzera passerà sia i sedicesimi che gli ottavi di finale».
«Dipende tutto da Xhaka e compagni. E da Yakin»
Arno Rossini: «Se giocherà al 100% delle sue possibilità, la Svizzera passerà sia i sedicesimi che gli ottavi di finale».
SAN DIEGO - L’Algeria per cominciare, poi, se tutto andrà per il meglio, una tra Colombia e Ghana. E se si tiene conto del fatto che nel girone si sono incrociate, nell’ordine, le selezioni di Qatar, Bosnia e Canada, si può tranquillamente dire che, almeno in quanto a sorteggi e incroci, la Svizzera può considerarsi fortunata. Senza strafare può comodamente arrivare ai quarti del Mondiale. Mica poco. Mica male.
«Per questo motivo possiamo affermare che se la Nazionale non entrerà tra le migliori otto squadre del mondo, questa campagna nordamericana andrà considerata un fallimento - è intervenuto Arno Rossini - La buona sorte è finora stata dalla nostra parte, si dovrà fare di tutto per provare a sfruttarla».
Tagliamo la testa al toro: nel prossimo turno e in quello successivo - se ci arriverà - la Nati scenderà in campo da favorita.
«Assolutamente. I valori tecnici sono indiscutibili. Però questi hanno un peso quando l’atteggiamento è quello giusto. Mi spiego: se giocherà al 100% delle sue possibilità la Svizzera passerà sia i sedicesimi che gli ottavi di finale. Solo in quel caso però avrà la certezza di farcela».
Finora non lo ha fatto.
«Ha giocato per 60’ contro il Qatar, ha sofferto per 60’ contro la Bosnia, contro il Canada nel finale ha smesso di fare quello che sa… la selezione rossocrociata ha fatto il compitino ed è bastato perché il girone era modesto. Ora però si dovrà cambiare marcia. Ma questo lo sanno bene anche in squadra: non perdono infatti l'occasione per ribadire che c’è grande ambizione ma che da adesso in avanti servirà dare qualcosa in più. Rimanere concentrati per tutti i 90’. O 120’, nel caso. Un andamento a zig zag come quello delle prime settimane di manifestazione potrebbe costare molto caro».
Il rischio di non passare c’è?
«Sulla partita secca può accadere di tutto. Anche contro una squadra come l’Algeria, che è velenosa ma dietro balla un po’. Quello che accadrà in campo dipende però da Xhaka e compagni. E da Yakin».
La formazione, l’abbiamo detto, rimarrà grossomodo quella…
«La tattica a questo punto conta poco. Più che un tecnico, Murat dovrà essere uno psicologo, bravo a tenere tutti concentrati e pronti. Non solo i titolari, ma almeno 15-16 giocatori. Lo ribadisco, se la testa sarà quella giusta, questa Nazionale ha tutto per superare le prossime avversarie, altrimenti rischia di farsi male».











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