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MONDIALE 2026

«Penso che abbiano un problema con il mio Paese»

Il fischietto somalo Omar Artan è stato respinto al suo arrivo negli Stati Uniti nonostante un visto valido.
AFP
«Penso che abbiano un problema con il mio Paese»
Il fischietto somalo Omar Artan è stato respinto al suo arrivo negli Stati Uniti nonostante un visto valido.
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MONDIALE 2026 - Omar Abdulkadir Artan, eletto miglior arbitro africano dalla CAF nel 2025, ha visto infrangersi il sogno di partecipare alla Coppa del mondo dopo essere stato respinto al suo arrivo negli Stati Uniti. Fermato all’aeroporto di Miami e interrogato per undici ore prima di essere rimandato a Istanbul, sostiene di essere stato in possesso di tutti i documenti necessari: «Avevo i documenti giusti e il visto giusto».

Visibilmente provato, ha dichiarato al "New York Times": «Sono davvero, davvero deluso», aggiungendo: «Sono solo un arbitro che cerca di realizzare il suo sogno più grande, andare alla Coppa del Mondo».

Secondo il suo racconto, gran parte delle domande delle autorità americane ha riguardato la situazione politica in Somalia e il gruppo Al Shabab. L’arbitro ritiene che la sua origine abbia influito sulla decisione: «Penso che abbiano un problema con il mio Paese».

Nonostante la forte delusione, l’arbitro somalo ha reagito con dignità e resilienza: «Nonostante le circostanze, sono di buon umore e mi concentro sulle sfide future della mia carriera. Voglio ringraziare la famiglia del calcio per tutti i messaggi e auguro ai miei colleghi il meglio per la Coppa del Mondo. Non vedo l’ora di rivederli. Voglio ringraziare la FIFA e la CAF per tutto il loro sostegno e prometto di continuare a migliorare il mio livello e a concentrarmi sul futuro».

Le sue parole sono state ampiamente elogiate: Omar Artan ha scelto di affrontare questa prova con gratitudine, professionalità e speranza, evitando ogni tono di amarezza.

Il Ministero della Gioventù e dello Sport della Somalia ha difeso martedì «l’integrità» dell’arbitro, assicurandogli il proprio «sostegno incrollabile».

Nonostante «intensi sforzi diplomatici e negoziati con le autorità competenti del governo degli Stati Uniti e della FIFA, al fine di giungere a una risoluzione immediata, purtroppo non è stato possibile ottenere un risultato positivo», si legge in un comunicato.

Il Ministero ha comunque ribadito la sua «piena fiducia nella sua integrità, nella sua professionalità e nel suo contributo continuo allo sviluppo del calcio, sia in Somalia che a livello internazionale», rinnovandogli il proprio «sostegno incrollabile».

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