Pogacar si prende anche l'Alpe d'Huez e cancella Pantani

Lo sloveno domina il primo dei due arrivi sulla salita più iconica del Tour de France, firma una rimonta straordinaria e polverizza il record che il Pirata deteneva dal 1995.
Lo sloveno domina il primo dei due arrivi sulla salita più iconica del Tour de France, firma una rimonta straordinaria e polverizza il record che il Pirata deteneva dal 1995.
GAP - Alpe d'Huez. Basta pronunciare questo nome per evocare la leggenda del Tour de France. È una delle salite più iconiche del ciclismo mondiale, un luogo che ha scritto pagine indelebili della Grande Boucle. Ventuno tornanti, ventuno capitoli di gloria: ognuno porta il nome di almeno un campione capace di conquistare questa montagna-santuario.
I primi due sono dedicati a Marco Pantani, dominatore nel 1995 e nel 1997. Il Pirata deteneva anche il record di scalata, stabilito nel 1995 con uno straordinario 36'40" sui 13,8 chilometri dell'ascesa. Al quattordicesimo tornante compare invece il nome dell'unico svizzero capace di imporsi qui: Beat Breu, vincitore nel 1982.
Dopo quattro anni di assenza, l'Alpe d'Huez è tornata protagonista del Tour de France. Gli organizzatori hanno scelto di fare le cose in grande, inserendola come traguardo per due giorni consecutivi: una cornice ideale per un campione destinato a entrare nella leggenda. E chi, se non Tadej Pogačar? Lo sloveno ha firmato un'impresa memorabile, conquistando il primo dei due arrivi con una rimonta devastante. Non solo: ha anche cancellato il primato di Pantani, abbattendo un record che resisteva da 31 anni.
La tappa, breve ma esplosiva - 127,9 chilometri da Gap con 3'500 metri di dislivello - si è accesa fin dai primi chilometri grazie a una maxi fuga di 42 corridori. Tra loro anche gli svizzeri Marc Hirschi e Yannis Voisard, oltre alla maglia verde Mads Pedersen, alla maglia a pois Aurélien Paret-Peintre, a Richard Carapaz e a Tom Pidcock, ultimo vincitore sull'Alpe d'Huez. Il gruppo di testa ha accumulato fino a quattro minuti e mezzo di vantaggio sulla maglia gialla.
Ai piedi della salita decisiva la corsa è esplosa. Sepp Kuss, Richard Carapaz e Lenny Martinez hanno cambiato ritmo, staccando tutti gli altri fuggitivi. Alle loro spalle, però, Pogačar ha deciso che era il momento di entrare in scena.
Lo sloveno ha imposto un ritmo infernale, facendo subito il vuoto tra gli uomini di classifica e avviando una rimonta che sembrava impossibile. Chilometro dopo chilometro ha rosicchiato secondi e avversari. Dopo appena quattro chilometri di ascesa aveva già recuperato oltre un minuto e mezzo sui battistrada.
Davanti, Carapaz ha provato a resistere in ogni modo, rilanciando più volte lungo una salita trasformata in un autentico corridoio umano, con due ali di folla a spingere i corridori. Ma il ritmo di Pogačar era semplicemente irreale. Prima ha raggiunto Kuss, poi Martinez. Infine, a 1,8 chilometri dal traguardo, ha agganciato anche Carapaz, l'ultimo ad arrendersi alla superiorità della maglia gialla.
Da lì in avanti è stato un assolo. Pogačar ha tagliato il traguardo in solitaria, conquistando per la prima volta l'Alpe d'Huez e incidendo il proprio nome tra quelli dei grandi che hanno reso immortale questa salita. Come se non bastasse, ha riscritto anche la storia del cronometro: con un tempo di 35'27" ha migliorato di un minuto e 13 secondi un record che sembrava intoccabile, quello di Marco Pantani, rimasto imbattuto per 31 anni. Un'altra impresa destinata a entrare nella leggenda del Tour.
💛 The Yellow Jersey wins at Alpe d'Huez!
— Tour de France™ (@LeTour) July 24, 2026
💛 Le Maillot Jaune s’impose à l’Alpe d’Huez ! #TDF2026 pic.twitter.com/CFLdq4Ezkt








