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Lugano decimato, ma gli infortuni non possono essere una scusa

Un solo punto nel weekend, quattro nelle ultime cinque partite: tra blackout, fragilità difensive e stranieri sottotono, la squadra di Mitell è chiamata a reagire.
Lugano decimato, ma gli infortuni non possono essere una scusa
Ti-Press
Lugano decimato, ma gli infortuni non possono essere una scusa
Un solo punto nel weekend, quattro nelle ultime cinque partite: tra blackout, fragilità difensive e stranieri sottotono, la squadra di Mitell è chiamata a reagire.
Le sfide della prossima settimana saranno già un banco di prova importante.
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LUGANO - Un solo punto nel weekend, quattro nelle ultime cinque partite e appena 19 in classifica dopo 15 giornate. Il Lugano viaggia a un ritmo ben lontano dalle aspettative di inizio stagione. Certo, la squadra di Mitell deve fare i conti con una lunga lista di infortunati: Simion attende ancora di debuttare, Canonica e Dahlström sono fuori da tempo e, nella sfida di venerdì, al lazzaretto si sono aggiunti anche il capitano Thürkauf e M. Zanetti. Senza dimenticare J. Peltonen e Bertaggia. Le assenze pesano, ma non possono diventare un alibi. Né giustificare prestazioni che, per atteggiamento e contenuti, restano ben al di sotto del potenziale bianconero.

Basta riavvolgere il nastro di pochi giorni per capire dove si annidano i problemi. Le sconfitte contro il Kloten, venerdì, e a Friborgo, la settimana precedente, sono maturate in modo diverso, ma raccontano la stessa storia: questo Lugano è fragile, discontinuo e troppo spesso incapace di gestire i momenti decisivi.

Atteggiamento e blackout
Contro il Kloten, i bianconeri sono scesi in pista con l'approccio sbagliato. Incassare due reti in meno di 90 secondi è inaccettabile per una squadra con le ambizioni del Lugano. E non è un episodio isolato: le partenze a rilento e le amnesie difensive sono ormai un problema ricorrente.

I blackout, però, non si limitano ai primi minuti. A Friborgo, avanti di una rete, i ticinesi si sono sciolti come neve al sole, subendo quattro gol in appena 132 secondi nel secondo periodo. In precedenza, contro Langnau e Ajoie, avevano dilapidato vantaggi (apparentemente) rassicuranti, incassando due clamorose rimonte nel terzo tempo. Fragilità mentale? Cali di concentrazione? Sottovalutazione (magari inconscia) dell'avversario? Difficile stabilirlo. Una cosa, però, è evidente: il Lugano fatica a mantenere il controllo della partita proprio quando conta di più.

Preoccupa anche il rendimento contro le squadre sulla carta meno attrezzate. I bianconeri hanno già lasciato per strada tutti e sei i punti disponibili contro il Kloten e tre su tre contro Ajoie, Langnau e Ambrì. Un bottino che pesa e fotografa le difficoltà di una squadra troppo spesso incapace di imporre la propria superiorità.

Una difesa da ricostruire, leader da ritrovare
La trasferta di Friborgo ha messo a nudo un'altra lacuna: il box play. La gestione dell'inferiorità numerica (e più in generale la fase difensiva) continua a fare acqua, anche per le troppe conclusioni concesse dallo slot. Per ritrovare la solidità che la scorsa stagione aveva reso il Lugano la seconda miglior difesa del campionato, alle spalle degli ZSC Lions, bisogna ripartire dalle basi: organizzazione, sacrificio e maggiore attenzione nella propria zona.

Ma sistemare la fase difensiva, alla quale, come ci aveva confidato Nicola Celio la scorsa settimana, «manca un leader», non sarà sufficiente. Anche alcuni uomini chiave devono alzare il livello, a cominciare dagli stranieri. Innala sta cantando (segnando) e portando la croce, mentre Shore si sta rivelando molto più di un semplice settimo straniero. Dagli altri, però, è lecito aspettarsi decisamente di più.

È il caso di Lycksell, apparso troppo spesso evanescente e avulso al gioco, e di Sanford, oggi lontano parente del giocatore ammirato la scorsa stagione. Anche Kupari, finora, non ha mai convinto. Thomson, dal canto suo, offre buoni impulsi in fase offensiva, ma continua a mostrare limiti nella propria zona difensiva. Lo conferma anche il suo bilancio di plus/minus, il peggiore della squadra.

Ora servono risposte
Gli infortuni sono un'attenuante reale, ma non spiegano tutto. Il Lugano deve ritrovare compattezza, continuità e personalità, evitando di compromettere le partite con blackout ormai troppo frequenti.

La prossima settimana, prima della pausa dedicata alle Nazionali, offrirà tre occasioni per reagire: la trasferta di Zugo, il derby sul ghiaccio dell'Ambrì e la sfida casalinga contro il Losanna. Tre impegni che diranno molto sul carattere di questa squadra. Perché le assenze possono complicare il cammino, ma il Lugano deve dimostrare di saper andare oltre le difficoltà.

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