"Nel derby abbiamo tirato fuori il carattere: ora dimostriamo di essere un gruppo!"

Gregory Hofmann, 22 anni e una personalità da veterano, non cerca scuse dopo il primo mese e mezzo di campionato: "Possiamo uscirne tutti assieme: stranieri e svizzeri, dobbiamo migliorare"
LUGANO - Se il Lugano ha ricominciato la risalita dal derby di sabato sera lo potrà dire solo il tempo; ciò che è chiaro è che i bianconeri, in attesa di conoscere il nome del loro futuro head coach, sotto le volte della Resega sono stati a un passo dal baratro, ma sono riusciti a restare aggrappati al risultato una volta subito il gol di Hamill.
"In effetti ultimamente andavamo in crisi una volta incassata la prima rete - ha ammesso senza remore Gregory Hofmann - ma nel derby era una cosa impensabile. Il valore di quella partita, il tifo che avevamo dalla nostra parte... ci hanno permesso di tirare fuori il "carattere" e di conquistare la vittoria. Non sarà stata una partita perfetta, non avremo giocato benissimo ma in questo momento era importante fare punti".
Il campione svizzero in carica non si tira indietro davanti alle sue responsabilità in pista così come ai nostri microfoni. "È vero, non dovremmo reagire in modi differenti a dipendenza delle partite, ma nell'ultimo periodo la negatività che ci circondava ci ha condizionato troppo. Capisco gli alti e i bassi, ma dobbiamo metterci il cuore sempre, dobbiamo dimostrare la nostra attitudine e il coraggio di voler cambiare e ribaltare l'andamento negativo dell'ultimo periodo. Io voglio vincere sempre, mi sento un vincente: abbiamo tempo e modo di reagire".
Hofmann ha conosciuto un periodo tutto sommato simile la scorsa stagione col Davos: diverse sconfitte consecutive, dopo la Spengler, avevano mandato in crisi tutto l'ambiente grigionese che poi si è ritrovato, fino a conquistare il titolo nazionale. "Lugano e Davos, sportivamente parlando, sono due realtà simili: sono due squadre costruite per vincere e quando incamerano diverse sconfitte consecutive entrano nell'occhio del ciclone. Per carità, la nostra classifica è giusta per quanto abbiamo fatto fino a qui, ma possiamo uscirne isolandoci dalle discussioni, restando uniti come gruppo e spogliatoio, fidandoci uno dell'altro e risultando meno egoisti in pista. Del Curto a Davos in quei momenti era molto duro, ma faceva crescere in noi la voglia, l'umiltà e il desiderio di lavorare: quello alla fine paga sempre!".
Lavoro, lavoro e meno pressioni anche intorno alla squadra quindi? "Assolutamente sì. A Davos eravamo fortunati, eravamo in montagna... avevamo meno giornalisti fuori dallo spogliatoio che ci facevano domande, avevamo meno gente intorno quando eravamo alla pista... riuscivamo a essere più sereni e meno sotto pressione. Ma capisco che in Ticino l'hockey è una religione, Lugano e Ambrì sono seguitissime e tutti vogliono sapere tutto... ricordiamoci però che è un gioco dove il più forte vince e gli altri possono solo seguire e imparare".
Guardando al recente passato e al futuro prossimo, in cosa deve maturare questa squadra? "Prendiamo il derby... hanno segnato Chiesa, Kparghai e Kienzle che giocava davanti: va benissimo, ma noi attaccanti dobbiamo essere più cattivi. Io sono il primo che deve migliorare tanto: devo crescere anche in questo! Tutti gli attaccanti svizzeri però devono dare molto di più. In realtà neanche gli stranieri penso siano contenti di quanto fatto fin qui... difensivamente parlando dobbiamo subire molto meno: poche storie, chi prende meno reti alla fine vince quasi sempre. Anche per i portieri, in effetti, non è facile: non essendoci un vero numero uno sono sempre in competizione tra loro", ha continuato.
Hofmann, nonostante l'età, sembra già un veterano: ha dentro di sè quel senso di leadership e di responsabilità che può risultare decisivo all'interno di una squadra. La dimostrazione arriva parlando della sfida di martedì sera, quando il Lugano andrà a Rapperswil per giocarsi il suo ottavo di finale di Coppa Svizzera... con Langnau e Ginevra all'orizzonte nel weekend. "Non possiamo permetterci di sottovalutare nessuna partita in questo momento - ha sottolineato - Io devo avere in testa che il match di Rapperswil vale tanto quanto una partita di campionato, devo pensare ad aiutare la squadra. E poi... attenti, sarà una sfida tosta! Nel weekend invece... ottenere sei punti ci darebbe una carica immensa visto che poi ci sarà la sosta".







