Il caso-Embolo continua a far discutere

Il VAR non avrebbe dovuto intervenire prima del cartellino giallo-rosso a Embolo contro l'Argentina.
Il VAR non avrebbe dovuto intervenire prima del cartellino giallo-rosso a Embolo contro l'Argentina.
ROSSO A EMBOLO - L’assistente video non avrebbe dovuto intervenire in occasione della seconda ammonizione inflitta a Breel Embolo nei quarti dei Mondiali contro l’Argentina. Lo ha chiarito l’International Football Association Board (IFAB) nella notte tra lunedì e martedì, dando ragione alle critiche della Federazione svizzera di calcio (ASF).
L’episodio è avvenuto sul punteggio di 1-1. In un primo momento l’arbitro João Pinheiro aveva punito un fallo di Leandro Paredes su Embolo, ammonendo l’argentino. Dopo l’intervento del VAR, il direttore di gara ha rivisto l’azione, annullato il cartellino e ravvisato una simulazione dell’attaccante svizzero, estraendo il secondo cartellino giallo e quindi il rosso. L’Argentina si è poi imposta 3-1 dopo i tempi supplementari.
Il team arbitrale aveva giustificato la decisione richiamando una clausola relativa allo scambio di identità dei giocatori, estesa prima del torneo per consentire al VAR di intervenire in questi casi. La Fifa aveva applicato questa interpretazione anche all’individuazione di eventuali simulazioni, come già avvenuto nella fase a gironi nella partita tra USA e Paraguay.
L’IFAB ha però precisato che un cartellino giallo, se non si tratta di seconda ammonizione, può essere rivisto solo per identificare il giocatore sanzionato e non per modificare la valutazione dell’infrazione. Allo stesso tempo, l’organo ha riconosciuto che l’applicazione della clausola durante il torneo è stata accolta positivamente e sarà oggetto di una revisione del protocollo VAR.
L’ASF ha reagito sottolineando come il chiarimento confermi le sensazioni emerse durante e dopo la partita. «Questo fa naturalmente male. Tuttavia, il risultato non può più essere cambiato», ha dichiarato la federazione, ribadendo l’importanza di regole chiare e applicate in modo uniforme.
Anche l’Uefa ha preso posizione, ricordando che il VAR deve intervenire solo in caso di errori chiari ed evidenti e non sostituirsi all’arbitro. Nessuna presa di posizione immediata, invece, dalla Fifa, che in precedenza aveva difeso l’operato degli ufficiali di gara in episodi analoghi.





