Indagato il designatore Rocchi

Gianluca Rocchi nell'occhio del ciclone.
Gianluca Rocchi nell'occhio del ciclone.
MILANO - Una nuova bufera si abbatte sul calcio italiano. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso a comparire dalla Procura di Milano. Frode sportiva in concorso è l'accusa nei suoi confronti: avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali esercitando pressioni sul Var. In alcune partite, sempre secondo l'accusa, avrebbe anche scelto arbitri graditi all'Inter. «Sono sicuro di aver agito sempre correttamente e ho piena fiducia nella magistratura», si limita a dire l'ex giacchetta nera che giovedì 30 aprile dovrà comparire davanti ai magistrati.
Anche la giustizia sportiva si muove: la Procura federale ha subito chiesto gli atti alla Procura della Repubblica di Milano, mentre il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha chiesto una relazione immediata a Giuseppe Chiné, responsabile della Procura della Federcalcio che archiviò gli atti trasmessi dall'Aia sulla vicenda per la quale oggi è stato indagato il designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Pure il Governo italiano accende un faro sulla vicenda: "Mi aspetto di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze", tuona su X il ministro dello Sport italiano Andrea Abodi, secondo cui "l'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico".
Rocchi, toscano di 52 anni, ex agente di commercio, è difeso dall'avvocato fiorentino Antonio D'Avirro. "Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta. Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte - si limita a dire il legale - Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell'invito a comparire".
L'inchiesta di Maurizio Ascione, pubblici ministeri della Procura milanese guidata da Marcello Viola, sarebbe scattata in seguito a un esposto nell'estate dello scorso anno. Tra i capi d'imputazione ci sarebbe la designazione di Andrea Colombo perché gradito ai nerazzurri per Bologna-Inter, gara del 20 aprile 2025 poi vinta dai padroni di casa grazie a un gol di Orsolini nei minuti di recupero. Un caso che non sarebbe isolato.
Nell'indagine sono finite anche le presunte pressioni di Rocchi nei confronti del Var. Come in occasione di Udinese-Parma del primo marzo 2025, gara decisa a favore dei friulani da un rigore per fallo di mano che in un primo momento sia l'arbitro, Fabio Maresca, che l'addetto alla Var Daniele Paterna, non sembravano intenzionati ad assegnare. Una vicenda, questa, per la quale la giustizia sportiva aveva disposto l'archiviazione.
Tra le partite nel mirino dei magistrati milanesi ci sarebbe anche Inter-Verona del 6 gennaio 2024 e la gomitata di Bastoni al gialloblu Duda non vista né dall'arbitro Fabbri né dal Var nell'azione che ha portato al gol della vittoria nerazzurra per 2-1 di Frattesi. Nel video si sente il varista Nasca chiedere di fischiare quando Duda è a terra in area dopo la gomitata di Bastoni. Mentre l'arbitro Fabbri, ritenendo una "furbata" l'atteggiamento del difensore veronese, fa proseguire l'azione da cui poi nascerà il vantaggio interista. Un episodio che all'epoca suscitò non poche polemiche e la strenua difesa della classe arbitrale dello stesso Rocchi.
"Siamo scivolati su due bucce di banana evitabili e per questo mi sono arrabbiato - aveva detto -, ma ciò non giustifica gli attacchi ricevuti. Siamo persone perbene, lavoriamo tantissimo e meritiamo rispetto". Lo stesso che ora assicura di avere nei confronti della magistratura che dovrà decidere se il suo operato sia stato davvero corretto, come sostiene, o meno.








