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16.03.2020 - 07:210
Aggiornamento : 18:32

Quale futuro per i campionati? «Credo si vada verso una sospensione a tempo indeterminato»

Oggi i club, in teleconferenza, discuteranno i possibili scenari per la stagione 2019/2020. La parola a Michele Campana

Emergenza coronavirus. Resta difficile fare previsioni, ma Michele Campana - direttore generale del Lugano - ci ha aiutato a fare il punto della situazione: «L’idea generale resta quella di finire questo campionato, anche a luglio o agosto»

LUGANO - Palloni che non rotolano più, motori che non rombano, dischi (definitivamente) fermi e sci messi da parte in attesa di tempi migliori: tutto il mondo dello sport - e non solo - ha spento l'interruttore nella speranza che le misure adottate possono efficacemente contrastare l'emergenza coronavirus. Tra i primi a sospendere i vari campionati, in Svizzera ci si chiede quale sarà il futuro della stagione calcistica 2019/20, con Super e Challenge League congelate almeno fino al 30 aprile. I 20 club interessati si "riuniranno" oggi in teleconferenza per discutere dei possibili scenari. Difficile fare previsioni, ma il direttore generale del Lugano Michele Campana ci ha aiutato a fare il punto della situazione.

«La volontà dei club e quella di non gettare la spugna, è un nostro dovere morale verso gli abbonati, gli sponsor e le televisioni - ha esordito il dirigente - In questi casi lo sport passa in secondo piano ma, se ci fosse la possibilità, si potrebbe ripartire e continuare anche dopo il 30 giugno, finendo i campionati a luglio o agosto».

Le sensazioni quali sono? 
«Credo si vada verso una nuova sospensione a tempo indeterminato. Poi ci si terrà aggiornati. Ora si può far partire una sorta di “pausa estiva” interrompendo del tutto le attività. In seguito i giocatori verrebbero richiamati 3-4 settimane prima del nuovo inizio. L’idea generale resta quella di finire prima questo campionato, poi iniziare quello nuovo. Mancano 13 giornate. Certo, se anche a giugno inoltrato non si potesse ripartire, allora bisognerà rinunciare. La mia personale opinione è che sarà difficile vedere partite in Svizzera prima di metà giugno, ma spero di sbagliarmi. Sarei già molto felice di riprendere a metà giugno».

Anche nella migliori delle ipotesi non mancano gli inconvenienti.
«Il primo è quello legato ai contratti che scadono al 30 giugno. In questo caso se la sbrigheranno i vari club... La Lega potrebbe venire incontro alle società riaprendo una lista di contingente, con magari 5 giocatori che possano essere sostituiti. Un altro problema è legato alle Coppe europee e chi le giocherà il prossimo anno. Nulla vieta però ai club di dire alla UEFA che si prende la classifica dell'andata o quella del ranking degli ultimi 5 anni. Un ultimo inconveniente è quello legato al periodo del mercato estivo. Questo è un problema che hanno tutti ed eventualmente se ne parlerà con la FIFA. Insomma non sono problemi insormontabili».

In tutti questi scenari c’è in ballo anche l'Europeo: a questo punto pare impossibile pensare che possa davvero iniziare il 12 giugno.
«In questi scenari l’Europeo salta. O meglio, verrebbe recuperato in seguito. In autunno toglierebbe delle date per la prossima stagione, ma farlo nell’estate 2021 o 2022 leverebbe un bel problema. È un effetto domino».

Capitolo contratti. Per quelli in scadenza il 30 giugno cosa puoi dirci?
«Se qualcuno ha già firmato nuovi accordi servirebbe anche il consenso dell'altro club, ma confido che in questa situazione così particolare tutti avranno un po’ di buonsenso. Se a un giocatore libero si chiedesse di estendere un contratto per altri due mesi alle stesse condizioni, sarebbe stupido dire di no. È anche vero che sono contratti privati e ognuno ha i suoi diritti. Personalmente penso che non dobbiamo fermarci di fronte a questi "ostacoli", altrimenti non si troverà mai una soluzione. In Svizzera si potrebbe arrivare a un gentlemen’s agreement tra i club, mentre al di fuori è più complicato viste le regole del mercato internazionale».

Nel frattempo il Consiglio Federale ha previsto 50 milioni da destinare allo sport professionistico, sotto forma di prestito a tasso 0.
«Al momento non sappiamo bene in cosa si concretizzi e come verranno ripartiti, ci sono moltissime società in tutti gli sport. Certo ogni aiuto è ben accetto e ci permetterà - speriamo - di salvare la baracca. Questo insieme al lavoro ridotto. Ad ogni modo questa situazione ha dimostrato tutta la fragilità del nostro business model, dove si spende più di quanto si guadagna… da anni nel calcio, e non solo, funziona così».

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Zarco 1 anno fa su tio
Situazione difficilissima
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