Quote rosa e sport, se ne parla

Il Consiglio nazionale ha approvato una mozione che chiede di rivedere la soglia di “assunte” nelle varie federazioni.
Il Consiglio nazionale ha approvato una mozione che chiede di rivedere la soglia di “assunte” nelle varie federazioni.
BERNA - Le quote "rosa" nelle federazioni sportive hanno fatto il loro tempo, secondo il Consiglio nazionale, che oggi ha approvato con 109 voti contro 81 una mozione dell’UDC che chiede un passo indietro. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.
A partire dal 2025, le organizzazioni sportive nazionali, come Swiss Olympic, devono rispettare una quota di genere. Entrambi i sessi devono essere rappresentati almeno al 40% negli organi direttivi.
«All'atto pratico, si constata chiaramente che uomini e donne sono ben rappresentati a tutti i livelli delle federazioni sportive», a parere di Stefanie Heimgartner (UDC/AG). Imporre quote rigide impedisce, a suo avviso, di utilizzare al meglio le risorse a disposizione.
Il Consiglio federale non era dello stesso avviso. Le quote sono uno strumento efficace per combattere le disuguaglianze, ancora presenti nella società svizzera, ha affermato il "ministro" dello sport, Martin Pfister. A suo dire, la norma è sufficientemente flessibile da consentire delle eccezioni. La Federazione svizzera di lotta, composta in larga maggioranza da uomini, ha ad esempio potuto trovare un terreno d’intesa con l’amministrazione, ha sottolineato, venendo tuttavia sconfessato dal plenum.
Basta con i mandati limitatiI deputati hanno poi approvato un’altra mozione presentata dalla stessa Heimgartner sulla durata dei mandati, con cui chiede di abolire il limite di dodici anni attualmente in vigore. Il testo non ha alcuna influenza sul mandato del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che intende candidarsi per un quarto mandato nonostante il limite fissato al 2027.




