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Ragnatele, muffa e letti sul balcone: il lato oscuro del Tour de France

Le immagini pubblicate da alcuni corridori fanno il giro del web e riaccendono il dibattito sugli hotel scelti dall’organizzazione della corsa.
Ragnatele, muffa e letti sul balcone: il lato oscuro del Tour de France
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Ragnatele, muffa e letti sul balcone: il lato oscuro del Tour de France
Le immagini pubblicate da alcuni corridori fanno il giro del web e riaccendono il dibattito sugli hotel scelti dall’organizzazione della corsa.
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PARIGI - Proseguono le polemiche sugli alloggi al Tour de France. Dopo le critiche della superstar Tadej Pogacar, costretto a trascorrere una notte in un hotel privo di aria condizionata nonostante le alte temperature, anche il norvegese Anders Halland Johannessen ha deciso di denunciare pubblicamente le condizioni della struttura assegnata alla sua squadra.

Il 26enne ha pubblicato sui social un video della propria stanza nel Massiccio Centrale francese, mostrando ragnatele, sporcizia e un ambiente tutt’altro che all’altezza di una corsa prestigiosa come il Tour. «Potrebbe essere peggio, questo è il nostro», ha scritto con ironia, prima di esprimere tutta la sua perplessità davanti alla telecamera.

In un secondo filmato, insieme al fratello gemello Tobias, il corridore della Uno-X ha raccontato la soluzione adottata per riuscire a dormire: spostare i letti sul balcone e trascorrere la notte all’aperto. «L’interno dell’hotel: discutibile», ha commentato con sarcasmo. Il giorno successivo, dopo il riposo, il bilancio è stato ancora più pungente: «Sonno 7/7, lo consiglierei».

Una situazione simile ha coinvolto anche il compagno di squadra Magnus Cort Nielsen. Il danese ha condiviso immagini della propria sistemazione, mettendo in evidenza pareti sporche e un bagno in condizioni precarie. Non si tratterebbe, peraltro, di un caso isolato: già nel 2024 lo stesso corridore aveva definito quella struttura «il posto peggiore in cui sia mai stato».

A confermare le lamentele dei ciclisti ci sono anche le recensioni online dell’hotel, caratterizzate da giudizi estremamente negativi: c’è chi lo descrive come «semplicemente un disastro» e chi parla di «sporco senza fine». Alcune immagini mostrano inoltre la presenza di muffa nera e arredi danneggiati.

Gli alberghi delle squadre vengono scelti direttamente dall’organizzazione del Tour, la ASO. Nel caso di Pogacar, il problema dell’assenza di aria condizionata è stato affrontato con l’arrivo di climatizzatori mobili e coprimaterassi refrigeranti forniti appositamente. Il direttore di gara Christian Prudhomme ha però invitato a ridimensionare le polemiche: «Se vogliamo attraversare le regioni più belle della Francia e proporre tappe spettacolari, significa che non sempre possiamo contare su hotel a cinque stelle».

Una spiegazione che, tuttavia, non sembra aver placato il malcontento dei corridori, sempre più esposti alle conseguenze di condizioni logistiche difficili dopo giornate affrontate sotto il sole e a ritmi estremi.

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