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Salvini riconfermato alla guida della Lega

Il leader rieletto per la quarta volta con 465 voti. Mano tesa all'ala nordista, ma linea dura contro le contestazioni interne. E sull'Ucraina chiede diplomazia.
Salvini riconfermato alla guida della Lega
IMAGO / Independent Photo Agency Int.
Fonte Ats Ans
Salvini riconfermato alla guida della Lega
Il leader rieletto per la quarta volta con 465 voti. Mano tesa all'ala nordista, ma linea dura contro le contestazioni interne. E sull'Ucraina chiede diplomazia.

MILANO - Matteo Salvini è stato riconfermato segretario della Lega per la quarta volta. Resterà alla guida del partito per altri quattro anni, fino al 2030. È questo l'esito del congresso straordinario, che si è espresso a scrutinio segreto: 465 voti per Salvini contro i 146 raccolti da Massimo Garavaglia. Un risultato con cui il leader leghista punta a chiudere la stagione delle tensioni interne e a rilanciare il peso politico del partito nella coalizione di governo.

Dal palco del congresso, Salvini ha lanciato un messaggio di unità, accompagnato però da un avvertimento a chi ha contestato la sua leadership. «Da oggi basta a chi ha trattato i fratelli militanti come nemici», ha dichiarato, chiedendo responsabilità e un nuovo inizio. Il segretario ha poi rivendicato maggiore considerazione all'interno della maggioranza: «Vogliamo rispetto per le posizioni della Lega, noi non siamo alleati di serie B». Guardando alle prossime elezioni politiche, ha fissato un obiettivo ambizioso: «La sera delle elezioni Meloni tornerà a essere premier e la Lega Italia federale sarà il secondo partito della coalizione, come minimo».

Uno dei temi centrali del suo intervento è stato il conflitto in Ucraina. Già in mattinata Salvini aveva espresso la volontà di portare in Consiglio dei ministri una posizione netta: «Non possiamo continuare a mandare soldi e armi all'Ucraina». Dopo la rielezione, il leader ha ribadito che la Lega intende restare una «forza di governo responsabile e leale, ma mai silente o paurosa». Secondo Salvini, dopo oltre quattro anni di guerra è necessario cambiare approccio: «Questa maledetta guerra finirà al tavolo diplomatico», ha affermato, chiedendo di puntare sulla diplomazia anziché proseguire con l'invio di armamenti.

Una posizione condivisa anche da Luca Zaia, ex governatore del Veneto ed esponente dell'ala settentrionale della Lega. Zaia ha sostenuto la necessità di fermare l'invio di armi, avvertendo che il conflitto rischia di trasformarsi nel «nostro Afghanistan». L'ex governatore ha invocato prima un armistizio e successivamente un percorso di pace. La convergenza sul dossier ucraino potrebbe favorire anche un riavvicinamento tra Salvini e l'area nordista del partito. Il segretario ha infatti annunciato un possibile coinvolgimento di Zaia nella nuova organizzazione: «Ci darà sicuramente una mano nei prossimi mesi». La composizione della nuova segreteria dovrebbe essere definita entro «una o due settimane».

Restano tuttavia alcune tensioni interne, in particolare con Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, che nel suo intervento di ieri aveva evocato il rischio di una deriva simile a quella di Matteo Renzi. Un paragone respinto duramente da Salvini: «Da Renzi ci separa il mondo», ha replicato, accusando l'ex presidente del Consiglio di «arroganza, supponenza e spocchia». Interrogato sul futuro di Romeo alla guida dei senatori leghisti, il segretario si è limitato a rispondere: «Chiedetelo a loro». Salvini ha inoltre avvertito che non saranno più tollerati comportamenti di boicottaggio all'interno del partito.

La sfida per il leader riconfermato sarà ora quella di ricomporre le fratture tra le diverse anime della Lega, conciliando le richieste di maggiore attenzione al Nord con il progetto di un partito nazionale. Il nuovo simbolo, «Lega Italia federale», richiama le origini del movimento e punta a rafforzarne l'identità. Sullo sfondo resta l'obiettivo politico dichiarato da Salvini: consolidare il ruolo della Lega nel governo e farne almeno la seconda forza della coalizione di centrodestra alle prossime elezioni.

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