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La Commissione UE vuole consentire più debito per la transizione energetica

La proposta è influenzata dallaa crisi energetica causata dalla guerra in Iran
Depositphotos (AndrewLozovyi)
Fonte Ats Dpa
La Commissione UE vuole consentire più debito per la transizione energetica
La proposta è influenzata dallaa crisi energetica causata dalla guerra in Iran

UNIONE EUROPEA - Alla luce della crisi energetica causata dalla guerra in Iran, la Commissione europea intende allentare ulteriormente le regole sul debito dell'UE. Secondo una proposta dell'autorità di Bruxelles, in futuro sarà consentito un indebitamento maggiore anche per investimenti nella transizione energetica.

Queste spese dovrebbero poter rientrare in una deroga già esistente nelle regole sul debito dell'UE per le spese di difesa, come ha comunicato la Commissione a Bruxelles.

Con questa iniziativa, la Commissione UE vuole rendere possibili maggiori investimenti nella transizione energetica. Tra queste dovrebbero rientrare misure attuate a partire dallo scorso mese di febbraio e che riducono la dipendenza dai combustibili fossili importati. In termini numerici, la Germania – la più grande economia d'Europa – potrebbe allora investire oltre 25 miliardi di euro in più in progetti energetici corrispondenti. Teoricamente, tuttavia, la nuova regolamentazione potrebbe andare a scapito del riarmo militare.

Già consentito più debito per le spese militari
Dallo scorso anno, gli Stati UE possono, previa apposita richiesta, superare i limiti massimi di indebitamento per investimenti nel riarmo. Finora la Germania e circa altri 15 paesi utilizzano questa deroga e possono spendere, nell'arco di quattro anni, fino all'1,5% del prodotto interno lordo (PIL) in più per la difesa – senza il timore di una cosiddetta procedura per deficit eccessivo.

Secondo la volontà della Commissione UE, nell'ambito di questo quadro, nel corso dell'anno in corso, così come nel 2027 e nel 2028, potrà essere utilizzato ogni anno al massimo lo 0,3% del PIL anche per spese come la promozione di impianti fotovoltaici o investimenti nell'efficienza energetica. Per i tre anni complessivamente deve essere rispettato un limite massimo dello 0,6%.

Più spese per l'energia, meno investimenti nella difesa?
In questo modo, le spese per la difesa e per l'energia concorrerebbero per lo stesso margine finanziario. A Bruxelles c'è quindi anche la preoccupazione che l'obiettivo originario della deroga al debito, ovvero il riarmo dell'UE, possa essere messo in secondo piano.Sullo sfondo della guerra di aggressione russa, secondo le stime della Commissione UE, nei prossimi anni saranno necessari ulteriori investimenti nella difesa per circa 500 miliardi di euro. Per questo motivo, lo scorso anno a Bruxelles si è concordata una cosiddetta clausola nazionale di salvaguardia, che è ancorata nei limiti di indebitamento dell'UE.

Soprattutto l'Italia aveva richiesto una deroga
Per poter destinare più fondi pubblici alla gestione della crisi energetica, è stata soprattutto l'Italia a richiedere una deroga alle rigide regole sul debito dell'UE. In una lettera alla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa a favore di una regolamentazione speciale come quella per le spese di difesa. Anche la Spagna ha insistito per una maggiore flessibilità nelle regole sul debito dell'UE a causa della crisi energetica. Il governo chiede che alcune spese per l'energia e la trasformazione per la svolta verde vengano trattate in modo diverso rispetto alle normali spese statali.

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