«Imminente un nuovo ciclo di dazi voluto da Trump»

Secondo il rappresentante per il Commercio americano, le misure potrebbero scattare mentre le precedenti tariffe stanno per scadere.
Secondo il rappresentante per il Commercio americano, le misure potrebbero scattare mentre le precedenti tariffe stanno per scadere.
WASHINGTON - Il rappresentante per il Commercio americano Jamieson Greer ha segnalato l'arrivo imminente di un nuovo ciclo di dazi voluto dal presidente Donald Trump.
«Ci aspettiamo di vedere presto delle iniziative», ha detto Greer alla Cnbc, in merito a una domanda sull'introduzione di nuove tariffe alla luce delle anticipazioni del Financial Times, secondo cui ulteriori dazi potrebbero essere resi noti già in settimana.
«Al momento non posso indicare tempistiche precise. Ho il dovere di informare il Congresso e le altre parti interessate prima di rendere note questioni di questo tipo - ha osservato Greer -. Tuttavia, prevediamo azioni a breve».
L'amministrazione Trump potrebbe essere pronta ad applicare nuovi dazi proprio mentre alcune delle precedenti misure tariffarie introdotte dal tycoon sono in scadenza venerdì.
A febbraio, Trump ha imposto un dazio generalizzato del 10% ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, poche ore dopo che la Corte Suprema aveva annullato il suo regime tariffario del cosiddetto 'Liberation Day': il regime ex Sezione 122 scadrà venerdì alle 00:01 di Washington (6:01 di sabato in Svizzera), a meno che il Congresso non intervenga. Un'ipotesi, quest'ultima, che appare improbabile.
L'amministrazione Trump ha già adottato misure per rafforzare il proprio regime tariffario. All'inizio di giugno, l'Ufficio del Rappresentante per il Commercio americano ha proposto ulteriori dazi fino al 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 economie.
Le nuove tariffe, introdotte in base a un'altra disposizione della legge commerciale del 1974 nota come Sezione 301, verrebbero applicate in risposta a presunte problematiche legate al lavoro forzato.
«Gli Usa dispongono di leggi che vietano il commercio di merci prodotte tramite lavoro forzato - ha notato Greer -. La maggior parte degli altri Paesi non ha una legge in materia; e quelli che ce l'hanno, di fatto non la applicano». I dazi proposti ex Sezione 301 nei confronti di 60 Paesi riguarderebbero «circa il 99% del nostro commercio», ha concluso.




