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BRASILE / STATI UNITI

Flávio Bolsonaro è arrivato negli Stati Uniti

Il senatore brasiliano, sconfitto da Lula alle presidenziali, è atterrato a Miami con la famiglia nonostante il divieto di espatrio
Flávio Bolsonaro è arrivato negli Stati Uniti
Flávio Bolsonaro è arrivato negli Stati Uniti
AFP
Fonte Ats Dpa
Flávio Bolsonaro è arrivato negli Stati Uniti
Il senatore brasiliano, sconfitto da Lula alle presidenziali, è atterrato a Miami con la famiglia nonostante il divieto di espatrio

MIAMI - Flávio Bolsonaro, sconfitto alle elezioni presidenziali brasiliane, è arrivato negli Stati Uniti dopo aver lasciato il Brasile nonostante un divieto di espatrio. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, il senatore 45enne è atterrato all'aeroporto di Miami a bordo di un aereo privato, accompagnato dalla moglie Fernanda e dalle figlie Carolina e Luiza. Le immagini del suo arrivo sono state trasmesse in televisione. Il Dipartimento di Stato americano aveva già annunciato la disponibilità a concedere i visti a Bolsonaro e alla sua famiglia.

Secondo le autorità argentine, il politico avrebbe raggiunto via terra l'Argentina, per poi volare in Ecuador e proseguire verso la Florida. La fuga è avvenuta nonostante un provvedimento della Corte Suprema brasiliana che gli imponeva di consegnare i passaporti entro 24 ore. Il giudice Alexandre de Moraes aveva disposto l'invalidazione dei documenti e vietato al senatore di lasciare il Paese. Bolsonaro, figlio maggiore dell'ex presidente Jair Bolsonaro, si è così rifugiato all'estero appena due giorni dopo la sconfitta elettorale.

Fuga nonostante il divieto giudiziario
Il divieto di espatrio era stato disposto nell'ambito di un'indagine per presunto riciclaggio di denaro legato a società e scommesse sportive online, che coinvolge anche l'avvocato Willer Tomaz. Secondo la polizia federale, sarebbero emersi indizi di collegamenti tra Bolsonaro e un conto bancario riconducibile alla società di un avvocato indagato. Il senatore respinge ogni accusa. Dopo le elezioni aveva dichiarato che avrebbe consegnato i passaporti e contestato il provvedimento, negando qualsiasi intenzione di lasciare il Brasile. Sul politico pesa inoltre un'altra indagine relativa al finanziamento del film biografico «Dark Horse», dedicato al padre Jair. Gli inquirenti stanno esaminando trasferimenti per circa 61 milioni di real, equivalenti a circa 10 milioni di euro, riconducibili all'ex banchiere Daniel Vorcaro. Anche in questo caso Bolsonaro nega irregolarità.

Lula: «Chi non ha nulla da nascondere, non ha nulla da temere»
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha criticato duramente la partenza del suo avversario. «Mi chiedo quale colpa abbia sulla coscienza un cittadino che ha appena perso le elezioni e fugge dal suo Paese», ha dichiarato durante i festeggiamenti per il suo 81esimo compleanno al palazzo presidenziale, quando la fuga non era ancora stata confermata. «Chi non ha nulla da nascondere, non ha nulla da temere», ha aggiunto, accusando Bolsonaro di mancare di rispetto agli elettori e alla democrazia. Al ballottaggio di domenica, Lula ha ottenuto il 51,8% dei voti contro il 48,2% dello sfidante. Il partito di Bolsonaro ha riconosciuto la vittoria del presidente uscente, mentre il senatore non ha esplicitamente ammesso la sconfitta e ha annunciato di voler contestare legalmente la campagna elettorale di Lula e del vicepresidente Geraldo Alckmin, denunciando presunti abusi di potere politico ed economico.

Trump sostiene Bolsonaro
Anche il presidente americano Donald Trump ha sollevato dubbi sulla regolarità del voto brasiliano. «Non ho preso posizione, ma sembrava un'altra elezione manipolata», ha dichiarato ai giornalisti, senza fornire elementi a sostegno delle sue affermazioni. Trump si era già schierato a favore di Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere per un tentato colpo di Stato e interdetto dalle cariche pubbliche. Durante la campagna elettorale, tuttavia, il presidente statunitense non aveva espresso un sostegno pubblico alla candidatura di Flávio. Negli Stati Uniti si trova già da tempo anche Eduardo Bolsonaro, fratello del senatore, sul quale pende un mandato di arresto in Brasile.

Indagini sul film su Jair Bolsonaro
Un ulteriore fronte giudiziario riguarda la produzione di «Dark Horse», il film dedicato alla carriera politica dell'ex presidente brasiliano. Al centro degli accertamenti figurano i finanziamenti dell'ex proprietario di Banco Master, Daniel Vorcaro, indagato dalla polizia federale per presunti reati finanziari e corruzione. Gli investigatori stanno verificando la destinazione dei circa 61 milioni di real che sarebbero stati trasferiti alla produzione cinematografica. Flávio Bolsonaro sostiene che si tratti di finanziamenti privati e respinge le accuse di irregolarità.

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