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Tremila episodi di spaccio, anche vicino alle scuole

L'indagine ha coinvolto un'intera famiglia: due sono in carcere, uno ai domiciliari
Tremila episodi di spaccio, anche vicino alle scuole
Tremila episodi di spaccio, anche vicino alle scuole
GUARDIA DI FINANZA COMO
Tremila episodi di spaccio, anche vicino alle scuole
L'indagine ha coinvolto un'intera famiglia: due sono in carcere, uno ai domiciliari

COMO - Oltre tremila dosi di cocaina smerciate tra febbraio e giugno 2025, con guadagni superiori ai 120mila euro. È quanto avrebbe ricostruito la Guardia di finanza di Como nell'ambito di un'indagine su un traffico di droga che, secondo gli investigatori, faceva capo ad alcuni componenti di una famiglia di origine marocchina. Tre fratelli sono stati sottoposti a misure cautelari: due sono finiti in carcere e uno agli arresti domiciliari.

L'indagine, avviata nel 2025 dai finanzieri del Gruppo di Ponte Chiasso con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, ha coinvolto quattro fratelli. Il 22 settembre i quattro indagati sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari di Como, che ha poi disposto la custodia cautelare per tre di loro.

Secondo gli inquirenti, il gruppo, indicato come attivo nella provincia da oltre vent'anni, si occupava dello stoccaggio, del confezionamento e dello spaccio della cocaina. La base logistica sarebbe stata una ditta con sede a Senna Comasco, intestata a uno dei fratelli e attiva anche nel commercio di auto usate. Il titolare disponeva di circa cinquanta vetture che sarebbero state impiegate per le consegne usando targhe prova, rendendo più difficile il monitoraggio attraverso i sistemi di videosorveglianza.

La droga, riferisce la Guardia di finanza, veniva nascosta in vani ricavati nelle auto parcheggiate nel piazzale della ditta, anche nel bocchettone del carburante, e poi consegnata nei comuni di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. In alcune occasioni le cessioni sarebbero avvenute vicino a istituti scolastici: a Capiago Intimiano il pusher avrebbe fissato appuntamenti nei parcheggi adiacenti alla scuola primaria Giuseppe Verdi.

Secondo l'accusa, il titolare della concessionaria avrebbe inoltre utilizzato, all'insaputa dei clienti, copie dei loro documenti d'identità per attivare schede telefoniche destinate alle trattative legate allo spaccio. Per questo gli è stato contestato anche il reato di sostituzione di persona.

Tra febbraio e giugno 2025 gli investigatori hanno accertato lo smercio di oltre tremila dosi di cocaina, ricostruendo guadagni superiori ai 120mila euro. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti, con l'aggravante di aver operato nei pressi di istituti scolastici.

Sono inoltre in corso perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco, con l'impiego di unità cinofile, personale A.T.P.I. Anti Terrorismo - Pronto Impiego e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia. Le misure cautelari sono state adottate sulla base degli elementi finora acquisiti: per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

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