Chiuse le indagini su Sempio: «Impronta compatibile con il suo piede»

Riassunti dalla Procura gli esiti degli accertamenti integrativi, si va verso la richiesta di processo per omicidio aggravato. La difesa: «L'imputazione non è cambiata».
Riassunti dalla Procura gli esiti degli accertamenti integrativi, si va verso la richiesta di processo per omicidio aggravato. La difesa: «L'imputazione non è cambiata».
PAVIA - Una scarpa Frau numero 42 compatibile con le dimensioni del piede di Andrea Sempio e nuovi accertamenti sulle analisi genetiche effettuate nel 2007. Sono alcuni degli elementi contenuti negli atti con cui la Procura di Pavia ha chiuso nuovamente l'inchiesta su Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il passaggio, come riferisce l'Ansa, aprirebbe ora la strada a una possibile richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall'odio verso la vittima.
«Dimensioni di una scarpa compatibile con le misure del piede di Sempio»
La nuova chiusura arriva dopo gli approfondimenti disposti a fine maggio, successivi a un primo avviso di conclusione delle indagini e alle consulenze presentate dalla difesa. Il procuratore Fabio Napoleone spiega che i tecnici della Procura «hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio». L'accertamento si inserisce nelle verifiche sulla nota impronta con suola a pallini rinvenuta sulla scena del delitto, che nel processo concluso con la condanna definitiva era stata attribuita ad Alberto Stasi.
Per la difesa di Sempio, tuttavia, l'impianto dell'accusa resta invariato. «L'imputazione non è cambiata rispetto a quella precedente del 6 maggio. Non ci sono nuovi elementi di prova ma non è escluso che emergano», ha dichiarato in tv a Diario del Giorno l'avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme ad Angela Taccia. Il legale ha annunciato che la difesa chiederà copia degli atti.
I pedali della bicicletta di Stasi e il nuovo colpo di scena
Un altro clamoroso passaggio riguarda il Dna ricavato nel 2007 dai pedali della bicicletta sequestrata a Satasi. Il profilo ottenuto il 19 settembre di quell'anno era stato attribuito dai consulenti dell'accusa a Chiara Poggi. Secondo quanto ricostruito ora dalla Procura, però, due analisi effettuate il giorno successivo sullo stesso campione diedero esito «totalmente negativo» e di queste corse elettroforetiche non è stata trovata traccia negli atti del procedimento e del processo a carico di Stasi. Ricordiamo che le tracce sui pedali furono uno dei punti che portarono al fermo del fidanzato di Chiara.
Alla luce di questi nuovi elementi, Rita Poggi, madre di Chiara, ha dichiarato all'Ansa: «Non mi sento di dire niente, non ho informazioni...».




