Tragedia senza fine: 100 lavoratori intrappolati in un tunnel

La situazione rimane critica: un lago formatosi dai detriti minaccia di aggravare ulteriormente le difficoltà di salvataggio e si temono nuovi cedimenti nelle aree colpite. 172
KATHMANDU - La Cina ha sospeso un'operazione di soccorso a causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni in Tibet. Lo riferisce La Cctv spiegando che un lago formatosi a causa dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di soccorso.
"Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni", aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l'area "hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi di un chilometro".
100 lavoratori intrappolati in tunnel centrale idroelettrica
L'esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all'interno del tunnel.
Secondo Kantipur, le 350 persone erano rimaste intrappolate nel tunnel dopo la piena verificatasi mercoledì mattina. L'esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì. L'operazione all'interno del tunnel è particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l'elevata portata del fiume, secondo Nepal News.
Il bilancio
È salito ad almeno 472 il bilancio delle vittime della devastante piena improvvisa che ha colpito la regione montuosa tra Cina e Nepal. La polizia nepalese riferisce che sono stati recuperati 469 corpi, molti dei quali rinvenuti a valle, nel sud del Paese e al confine con l'India. La Cina ha finora segnalato tre morti. In Nepal sono state inoltre soccorse 1.545 persone, tra feriti e persone rimaste bloccate.
Il bilancio resta provvisorio. Il Nepal aveva recentemente indicato 977 dispersi, mentre la Cina ne ha segnalati 558, tra cui 260 stranieri. Molti corpi devono ancora essere identificati e, secondo il portavoce della polizia nepalese Abi Narayan Kafle, serviranno ancora giorni per avere un quadro più preciso. Tra i turisti stranieri tuttora dispersi figurano anche otto tedeschi. In Tibet sono stati evacuati 555 turisti e 499 persone tra residenti e operai edili.
Si temono nuovi cedimenti
A destare preoccupazione è ora anche un nuovo lago formatosi in seguito alla piena e a ulteriori frane. Secondo il Ministero cinese delle risorse idriche, lo sbarramento potrebbe cedere. Xu Qiang, scienziato dell'Università tecnica di Chengdu, ha riferito alla televisione di Stato che nel lago si sarebbero accumulati circa due milioni di metri cubi d'acqua. Le piogge previste nei prossimi tre giorni aumentano il rischio e potrebbero rendere nuovamente impraticabili le vie d'accesso, ostacolando le operazioni di soccorso.
Cosa è accaduto
Mercoledì la piena ha attraversato il fiume Bhotekoshi, devastando aree del Nepal e del Tibet. Interi villaggi sono stati spazzati via, mentre ponti, dighe ed edifici hanno subito gravi danni. In Cina, la colata di fango ha inoltre investito il valico di frontiera di Gyirong, importante collegamento con il Nepal per il turismo e il commercio.
Le cause della catastrofe non sono ancora state accertate. Tra le ipotesi figura una frana glaciale sul versante nepalese: la conformazione stretta e ripida della valle fluviale potrebbe aver favorito l'accumulo delle masse d'acqua. Resta incerto anche l'eventuale ruolo del cambiamento climatico. Secondo Niels Hovius del GFZ Helmholtz-Zentrum für Geoforschung, non è possibile stabilire con certezza un legame con questo singolo evento, anche se lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost sta interessando fortemente l'Himalaya.



