È morto Ratko Mladic, il boia di Srebrenica

Aveva 84 anni.Nel luglio 1995 le sue forze massacrarono oltre 8'000 persone. Il crimine è stato riconosciuto come genocidio. Nel 2017 fu condannato all'ergastolo.
L'AIA - Ratko Mladić, comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra nella ex Jugoslavia, è morto a 84 anni nel centro di detenzione delle Nazioni Unite all’Aia. Lo riferisce Informer TV.
Nato nel 1942 a Božanovići, nell’attuale Bosnia ed Erzegovina, Mladić intraprese giovanissimo la carriera militare nell’esercito jugoslavo. Con lo scoppio delle guerre che accompagnarono la dissoluzione della Jugoslavia, assunse un ruolo di primo piano. Nel 1992 divenne comandante dello Stato Maggiore dell’Esercito della Republika Srpska, alleato del leader politico serbo-bosniaco Radovan Karadžić.
Durante la guerra in Bosnia (1992-1995) fu tra i principali responsabili dell’assedio di Sarajevo e della campagna militare contro la popolazione bosniaca. Nel luglio 1995 le sue forze massacrarono a Srebrenica oltre 8'000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci: il crimine è stato riconosciuto come genocidio.
Ricercato dal Tribunale dell’Aja, Mladić rimase latitante per quasi 16 anni, fino all’arresto in Serbia nel maggio 2011. Nel 2017 è stato condannato all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità. La sentenza è diventata definitiva nel 2021.




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