In migliaia a Ceuta contro la gestione della crisi migratoria

Il governo annuncia nuovi posti d'accoglienza e promette triage e rimpatri rapidi, mentre cresce la richiesta di responsabilità politica.
MADRID - Al grido di "Ceuta non si vende, Ceuta si difende!" e di "Invasori, espulsioni!", migliaia di cittadini di Ceuta sono scesi anche questa sera in piazza, per protestare contro la gestione della crisi migratoria nell'exclave, chiedere le espulsioni dei migranti rimasti in Marocco dopo gli arrivi in massa del 30 e 31 luglio, ed esigere responsabilità.
Due cortei di protesta, convocati attraverso i social network, sono confluiti alle 19:00 davanti alla sede della Delegazione del governo, la prefettura, per esigere le dimissioni del prefetto di Ceuta. Mentre all'interno si svolgeva la prima riunione del responsabile del comitato unico di coordinamento dell'emergenza, presieduto dal ministro della Politica territoriale, Victor Angel Torres - nominato ieri dal governo per dirigere e coordinare l'azione delle amministrazioni - con il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas.
A 26 giorni dall'arrivo di 80'000 persone dalla frontiera con il Marocco, delle quali fra le 5'000 e le 8'000 sarebbero rimaste nell'exclave, secondo le stime delle autorità, cresce l'insofferenza fra gli abitanti, che denunciano la pressione sui servizi pubblici e temono che palazzetti, strutture sportive, caserme e altri spazi siano destinati a centri di accoglienza temporanea per i migranti.
Sono finora circa 1'800 i posti creati in tendostrutture per i migranti già sature, mentre Torres ha annunciato oggi l'allestimento di altri 2'000 posti. In serata, in una conferenza stampa dopo la riunione con Vivas, il ministro-commissario ha insistito sul fatto che "per procedere quanto prima al triage dei migranti", ai successivi rimpatri e alla redistribuzione dei minori non accompagnati in altre regioni della penisola "servono strutture adeguate". Ha difeso l'inserimento fra queste dei centri polisportivi, ma ha precisato che "altri spazi potranno essere utilizzati prioritariamente, dopo le verifiche sul territorio". Torres ha inoltre annunciato che riunirà venerdì il comitato di emergenza nazionale con il premier Pedro Sanchez, per fare il punto sulla situazione.
Da parte sua, il sindaco-presidente Vivas ha fatto appello alla "convivenza". "Credo che la popolazione di Ceuta sia legittimata a manifestare", ha dichiarato, chiedendo però di farlo "a favore dell'unità e della convivenza" e "con un netto no alla violenza".



