"Avanti tutta" poi gli spari e lo stop, il caos nello Stretto

La riapertura lampo dello stretto si è trasformata in un nuovo episodio di tensione tra navi sorprese e diplomazia internazionale in allarme.
TEHERAN - Lo Stretto di Hormuz è aperto, anzi no: contrordine. Non è durata neanche 24 ore la riapertura totale del braccio di mare conteso, che subito la Marina iraniana ne ha ripreso il controllo.
A farne le spese sono state parecchie navi colte di sorpresa nel fuoco incrociato dei tweet Usa-Iran e costrette al dietrofront. Qualcuna - almeno tre - è stata bersagliata anche da veri proiettili, fortunatamente senza conseguenze. Il caos.
Sono le cronache del giorno dopo la riapertura-lampo, che sembrano in realtà quelle del giorno prima: da qui non si passa. O meglio: qualcuno c'è anche riuscito - una dozzina, tra cui la nave da crociera italiana Msc Euribia - ma la gran parte ha dovuto girare rapidamente il timone e tornare sulla propria scia.
È capitato per esempio a due petroliere indiane, tra cui una colossale Vlcc - una nave lunga come la Tour Eiffel e larga come un campo di calcio - respinte da una sola bordata di avvertimento sparata dalla Marina iraniana: col suo carico di due milioni di barili di petrolio iracheno ha dovuto fare dietrofront verso ovest, per la rabbia di Nuova Delhi che ha convocato subito l'ambasciatore iraniano.
È andata peggio ad almeno altre due mercantili, contro cui le cannoniere pasdaran hanno aperto direttamente il fuoco. Nessuno s'è fatto male, ha fatto sapere l'Ufficio britannico per le operazioni marittime, ma la navigazione è stata interrotta.
Una portacontainer a 25 miglia nautiche dall'Oman è stata colpita da un "proiettile sconosciuto", danneggiando il carico ma senza incendi a bordo. Un altro capitano ha avvistato uno "spruzzo" in acqua vicino al suo vascello, e ha subito avvisato le autorità. Segnali di nervosismo ma soprattutto di confusione e paura, frutto delle imprevedibili ambiguità diplomatiche di questa crisi.



