Zali "svuotato", il Territorio passa a De Rosa

Il Consiglio di Stato revoca la guida del Dipartimento dopo l'apertura di procedimenti penali a suo carico.
Il Consiglio di Stato revoca la guida del Dipartimento dopo l'apertura di procedimenti penali a suo carico.
BELLINZONA - Gli era stato chiesto di fare immediatamente un passo indietro. Ma Claudio Zali non l'ha fatto. E così oggi il Governo ticinese ha deciso di togliergli la conduzione del Dipartimento del territorio, affidandola al direttore supplente Raffaele De Rosa. Le dimissioni effettive di Zali restano invece attese per la fine di settembre. A De Rosa saranno attribuite fin da subito le competenze relative ai Servizi generali, alla Divisione dell'ambiente e alla Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità.
Una decisione annunciata davanti a una sala stampa gremita - e dopo mezz'ora di attesa - questo pomeriggio dallo stesso Consiglio di Stato, all'indomani dell'apertura di un procedimento penale nei confronti del dimissionario consigliere di Stato per ipotesi di reati contro l'integrità sessuale.
In carica fino al 30 settembre
Zali, al netto della decisione presa, rimarrà consigliere di Stato fino al 30 settembre. Quindi, in quanto eletto dal popolo, «continuerà ad avere accesso alle sedute del Governo e continuerà ad avere un ufficio. Chiaramente, non avrà più accesso alle competenze e alle attività legate alla direzione del Dipartimento del territorio». La ragione è anche giuridica. «Non possiamo togliergli la funzione di consigliere di Stato. Abbiamo già spiegato quali sono le basi legali e, d'altra parte, lo vediamo anche in altri Cantoni, dove consiglieri di Stato sono rimasti in carica nonostante vicende e procedure penali».
«È ora di voltare pagina»
I volti sono tirati. «È un momento difficile e di smarrimento per il nostro cantone e per la sua popolazione - ha esordito la presidente del Consiglio di Stato, Marina Carobbio Guscetti -. Le ipotesi di reato sono molto gravi e il Governo le prende molto seriamente. Vicende che hanno messo in discussione non solo la figura di Claudio Zali, ma anche quella dell'intero Governo».
Proprio in seguito all'apertura di questo procedimento, ieri l'Esecutivo aveva chiesto espressamente a Zali di rendere immediatamente effettive le dimissioni già annunciate. Una richiesta alla quale l'ormai ex direttore del Dipartimento del territorio non ha però dato seguito. Nel primo pomeriggio, con una nota ufficiale, Zali ha comunicato la propria intenzione di rimanervi alla guida fino alla fine del mese, come già precedentemente stabilito, respingendo ogni addebito e invocando la presunzione di innocenza.
Carobbio Guscetti ha poi ribadito: «Non sussistono più i presupposti per continuare in questa direzione ed è quindi arrivato il momento di cambiare pagina, fermo restando il principio della presunzione di innocenza». La decisione presa oggi, ha sottolineato, è stata presa dai quattro consiglieri di Stato presenti, rispetta le procedure previste e segna un cambiamento.
«Sin dalla rivelazione di fine luglio, sempre e solo a tutela dello Stato e delle istituzioni, il Consiglio di Stato ha sempre agito coerentemente e con proporzionalità - ha proseguito la presidente del Governo -. Lo ha fatto sulla base delle informazioni di cui disponeva e ha comunicato le proprie decisioni con l'obiettivo di mantenere il giusto equilibrio tra la tutela delle istituzioni, il rispetto della presunzione di innocenza e il contesto politico generale. Il Consiglio di Stato si è riunito ieri, immediatamente dopo la notizia dell'apertura di una nuova inchiesta e, dopo un'approfondita discussione, ha comunicato subito la propria posizione, ribadita oggi e che ora vi comunichiamo con la massima trasparenza». E ha aggiunto: «La determinazione di eventuali responsabilità penali del consigliere di Stato Claudio Zali spetta alla giustizia, che dovrà seguire il suo corso nel pieno rispetto della separazione dei poteri, in piena autonomia e indipendenza».
Il Governo: «Prima di tutto la tutela delle vittime»
Nel giorno in cui il Governo ha deciso di togliere a Zali la conduzione del Dipartimento del territorio, Carobbio Guscetti ha voluto mettere in evidenza anche un altro aspetto: la tutela delle persone che potrebbero essere vittime di reati contro l'integrità sessuale. «È tra le priorità assolute dell'intero Consiglio di Stato», ha detto la presidente, ribadendo come questo tema rappresenti un punto centrale nell'affrontare una vicenda che resta ora nelle mani della magistratura.
Una soluzione di transizione
La scelta di affidare il Dipartimento del territorio a De Rosa viene spiegata dal Governo anche con la necessità di garantire una transizione ordinata. «Fra circa un mese ci sarà un nuovo cambiamento all'interno del Governo», ha ricordato Carobbio Guscetti. Il nuovo consigliere di Stato dovrà infatti entrare in carica e sarà a quel punto il nuovo Esecutivo a discutere l'organizzazione e la direzione dei Dipartimenti.
Fino ad allora, De Rosa assumerà dunque la conduzione del Dipartimento, mentre Zali manterrà formalmente la carica di consigliere di Stato. «Potrà quindi continuare a partecipare alle sedute del Governo, pur non avendo più responsabilità sui dossier del Territorio. La Divisione delle costruzioni continuerà invece a essere diretta dal consigliere di Stato Norman Gobbi».
C'è anche il caso della Farera
La posizione del consigliere di Stato Claudio Zali resta comunque delicata: quello relativo alle ipotesi di reato contro l'integrità sessuale non è l'unico procedimento penale aperto nei suoi confronti. Un'altra indagine della Procura riguarda infatti l'interessamento di Zali al caso del 14enne rinchiuso alla Farera. In questo caso, le ipotesi di reato nei confronti del consigliere di Stato sono abuso di autorità e tentata coazione.








