La proposta: isole galleggianti sul Ceresio

L'iniziativa mira a migliorare la qualità delle acque e la fruibilità del lago, valutando nuove soluzioni di fitodepurazione e opportunità turistiche.
MENDRISIO - Creare nel Ceresio, all'altezza di Merndrisio, delle isole galleggianti sulle quali collocare diverse specie di piante acquatiche, con l’obiettivo di studiarne e sfruttarne la capacità di assorbire sostanze nutritive presenti nell’acqua. La proposta arriva con un'interrogazione a firma di Jacopo Scacchi, Monika Fischer Kiskanc e Giampaolo Baragiola (AlternativA), che chiedono all’esecutivo cittadino di valutare l’interesse e la fattibilità di un progetto innovativo con possibili ricadute ambientali e turistiche.
Il Ceresio - scrivono i tre consiglieri comunali - rappresenta una risorsa ambientale, paesaggistica e turistica importante anche per Mendrisio, che attraverso il quartiere di Capolago si affaccia direttamente sul lago. «Negli ultimi anni, tuttavia, il bacino è stato confrontato soprattutto nei periodi più caldi con fenomeni di proliferazione di alghe e cianobatteri, con conseguenze sulla qualità delle acque, sulla balneabilità e sulla fruizione delle rive, oltre che sulla salute di persone e animali».
L’interrogazione fa riferimento al progetto promosso dall’Associazione Barocco Galleggiante e sviluppato con il coinvolgimento della SUPSI. Oltre alla funzione ambientale, il progetto punta anche su un inserimento paesaggistico curato e su potenziali ricadute in termini di sensibilizzazione ambientale e attrattività turistica. Nel testo vengono poste al Municipio cinque domande. Si chiede innanzitutto se l’esecutivo sia a conoscenza del progetto e se vi siano già stati contatti con i promotori, la SUPSI, il Cantone o altri enti. Viene inoltre sollecitata una valutazione generale dell’iniziativa e della possibilità di sperimentare soluzioni innovative di fitodepurazione, anche approfondendo gli aspetti tecnici, finanziari, ambientali e autorizzativi.
Un ulteriore punto riguarda la potenziale idoneità del comparto di Capolago per una sperimentazione e i benefici attesi non solo sul piano ambientale, ma anche paesaggistico, didattico, ricreativo e turistico. I firmatari chiedono infine se il Municipio intenda avviare contatti con i promotori e con la SUPSI e se sia previsto un confronto con i Comuni di Val Mara, Brusino Arsizio e Riva San Vitale, in considerazione della natura sovracomunale del lago.



