AIL, l'UDC interroga il Municipio dopo la conferma di Lombardi

Il municipale del Centro ha compiuto 70 anni lo scorso maggio, raggiungendo il limite previsto per il Cda. Bühler: «Lo statuto è diventato facolativo?»
LUGANO - «Uno statuto societario non è una raccomandazione. E una norma in vigore non si sospende in attesa che il Legislativo, un domani, ne approvi un'altra». Con queste parole, il gruppo UDC in Consiglio comunale a Lugano porta sul tavolo del Municipio la conferma in seno al Consiglio di amministrazione delle AIL di Filippo Lombardi.
Lo statuto in vigore prevede infatti che il compimento del settantesimo anno d'età sia il limite massimo di permanenza nel suddetto Cda. Inoltre, si legge nell'interrogazione (primo firmatario Alain Bühler), «le tre giustificazioni riferite dalla stampa non reggono». E prosegue precisando che «il Municipio avrebbe discusso la questione senza i municipali Filippo Lombardi e Marco Chiesa e avrebbe motivato la permanenza con tre argomenti»: il ritardo sulle nuove regole di governance delle partecipate; l'esigenza di continuità nell'elaborazione del Piano energetico comunale, coordinato dal Dicastero di Lombardi e, infine, la "prassi consolidata" «con tre precedenti in cui il limite non sarebbe stato applicato».
«Nulla contro Lombardi»
L'atto parlamentare, viene precisato, non è da intendersi come un gesto contro la figura di Lombardi. «Precisiamo che la questione non riguarda la persona. Non è in discussione la competenza di Filippo Lombardi. È in discussione il rispetto dello statuto, della volontà del Consiglio comunale e delle garanzie che lo stesso Municipio aveva dato pubblicamente appena un anno fa».
«Lo statuto è diventato facoltativo?»
Alla luce di questi fatti, Bühler e cofirmatari chiedono in primis «con quale atto formale e sulla base di quale competenza» è stata presa la decisione di confermare Lombardi e se l'esecutivo ha «facoltà di prevaricare lo Statuto e la volontà del legislativo». Inoltre, con lettera del 24 giugno scorso «il Municipio ha scritto di non aver avviato alcuna procedura, rinviando a valutazioni future. Quando è stata effettivamente assunta la decisione poi riportata dalla stampa? Per quale ragione il Consiglio comunale non ne è stato informato direttamente?»
Le ultime domande dell'interrogazione guardano poi sia al passato che al futuro. Viene infatti chiesto se l'esecutivo «conferma l'esistenza dei tre precedenti citati dalla stampa» ─ invitando il Municipio a chiarire i contorni delle singole vicende ─ e se «poiché il mandato è cessato per raggiungimento del limite d'età nel maggio 2026, il Municipio ha verificato le conseguenze della permanenza di un membro privo di titolo statutario sulla validità delle decisioni assunte da allora con la sua partecipazione e sulle indennità corrisposte dopo tale data».
Infine, «entro quale termine intende ripristinare una composizione del CdA conforme all'articolo 19?». Parola al Municipio di Lugano.



